Rende, sesso al Parco Robinson: il caso diventa nazionale

Il gossip dell’estate cosentina; la notizia dell’estate. La storia del sesso in pieno giorno al Parco Robinson di Rende con l’incredibile coda del video diventato virale girato da un carabiniere, del resto, aveva tutte le caratteristiche giuste per “sfondare”.

I due quarantenni (solo lui avvocato, lei no) sono diventati, loro malgrado, le star del momento, difesi a spada tratta dalla stragrande maggioranza dei cosentini mentre il carabiniere è finito sulla graticola e rischia in maniera pesante perché se è vero che i due focosi amanti hanno esagerato, lui ha esagerato ancora di più.

L’agenzia giornalistica Agi, diretta da Alessandro De Virgilio, ha scritto un pezzo – a distanza di giorni dall’accaduto – che ha fatto il giro d’Italia ed è stato ripreso da decine di testate nazionali.

Ecco il testo integrale.

C’è chi ha pensato di stampare delle magliette, con le scritte “Mamma mia” e “Siamo usciti pazzi”; c’e’ chi ha fatto dei video-parodia in cui un uomo si lascia sorprendere su un prato insieme ad una capra. E fioccano anche i fotomontaggi esilaranti. Insomma, a Cosenza è davvero la notizia dell’estate, quella che riguarda due quarantenni, che si erano appartati nel Parco Robinson di Rende, zona normalmente frequentata da famiglie e anche da coppiette, e che però hanno esagerato, facendosi prendere dalla passione e arrivando a denudarsi, in bella vista, in mezzo al prato, per consumare poi un atto sessuale completo. Il fatto, avvenuto intorno all’ora di pranzo di giovedì 26 luglio, purtroppo per loro, non è sfuggito a qualcuno: pare che almeno due telefonate di segnalazione siano arrivate ai Carabinieri. I militari che si sono recati sul posto hanno attivato la microtelecamera che adesso è tra le loro dotazioni e hanno documentato la scena. In cui lui e lei sono perfettamente riconoscibili. E sarebbe proprio questo video, chissà come sfuggito alla loro custodia, che è stato diffuso ed è diventato virale.

I due quarantenni, loro malgrado, sono adesso delle vere star. La città non li ha affatto condannati e sui social network a commento della vicenda si leggono frasi come “meno male che qualcuno ancora fa l’amore”, “e’ stata una scappatella, perdonateli”, “hanno esagerato, ma non meritavano di essere messi alla gogna”. E si leggono anche vere dissertazioni, colte e forbite, sul garantismo e il rispetto della persona. Insomma, Cosenza sta dalla parte dei due focosi amanti. Che hanno anche sporto formale denuncia per la violazione della loro privacy. La Procura della Repubblica si sta interessando alla vicenda e si apprende che presto saranno presi provvedimenti contro l’autore della diffusione del video che sarebbe già stato identificato e non si esclude che la talpa possa nascondersi proprio all’interno dell’Arma. Il condizionale resta d’obbligo perché la storia, per la sua particolarità, non viene commentata dai magistrati in alcun modo. Ma segnerà, senza alcun dubbio, l’estate 2018. (AGI)

Anche La Repubblica, con un pezzo di Alessia Candito, è piombata sulla notizia dell’estate. Chi di video ferisce, di video perisce – si legge nel pezzo -. Potrebbero passare seri guai i carabinieri che la settimana scorsa sono intervenuti per interrompere una coppia che si era fin troppo lasciata trascinare dalla passione nel bel mezzo del parco pubblico di Rende. Adesso però bisognerà capire se sia stato lui a diffondere quelle immagini, o se qualcuno che con quell’intervento nulla ha avuto a che fare ma ha avuto accesso al video, abbia deciso di farlo girare...”.

L’ultimo passaggio dell’articolo de La Repubblica sembra voler dare una sorta di “scappatoia” al carabiniere che ha girato il video con la microcamera nascosta nella divisa ed azionata nonostante non ci fosse nessuna situazione di pericolo per lui e per il suo compagno di equipaggio. Ma è chiaro come il sole che il capo-equipaggio, nome di battesimo Salvatore e cognome (per ora) sconosciuto, è gravemente responsabile di violazione della privacy e che il video – nella migliore delle ipotesi – è stato reso pubblico da qualcuno che si trova all’interno del gruppo whatsapp dei carabinieri di Rende e dunque può essere solo un altro carabiniere o, al massimo, qualche congiunto di carabinieri. In ogni caso, lo scandalo nasce da qualcuno che lavora in quella caserma, che così come ha sputtanato i due focosi amanti deve attendersi la stessa sorte. E’ soltanto questione di tempo. E il gossip dell’estate cosentina continua…