Rende, i veleni della ex Legnochimica: la gente non crede più alle menzogne dei politici

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Un caldo estivo, ieri era il 10 giugno, ma i cittadini rendesi, invece di frequentare i bagni, sono dovuti accorrere alle piscine della ex Legnochimica investite dal rogo divampato nella zona industriale di Rende.

Sul luogo c’erano il prefetto, il capo della Protezione Civile, il presidente della Regione ed il sindaco del Comune di Rende. Tutte queste personalità per dirci che l’ARPACAL ha rivelato valori in atmosfera compatibili con la combustione di materiala organico.

Nonostante la non pericolosità dell’aria, quindi, è stata emanata un’ordinanza sindacale che vietava ai cittadini di respirare e di mangiare i prodotti della terra.

Nonostante la non pericolosità della situazione, tante istituzioni sul luogo.

Permetteteci di non credere a queste parole! Comunque, alla presenza dei cittadini, il presidente della Regione in sintonia con le altre autorità si è impegnato a convocare l’ennesimo tavolo per risolvere “nell’immediato” la problematica o quantomeno mettere in sicurezza l’area.

Ancora si sono impegnati non solo ad informare le nostre associazioni in tempo reale sugli sviluppi dei vari tavoli ma hanno invitato una delegazione a partecipare alla discussione. Vedremo. Purtroppo, essendo abituati alla tecnica dei tavoli e alle loro promesse mancate, come Coordinamento Territoriale delle Associazioni, Comitati, Movimenti e Singolarità, rilanciamo la mobilitazione e invitiamo tutti i cittadini e le cittadine a tenere alta l’attenzione.

Cari presidente, sindaco, prefetto e ministro, non chiamateci malfidati ma ci troverete sempre qui ai nostri posti fino a quando la bonifica non sarà effettuata. Non tollereremo altri rinvii. Ne va della nostra salute e di quella dei nostri figli.

Firmato: #DecidiamoNoi