Renzi, Alfano: #DoYouKnowCaridi? ll M5S insiste con Grasso per l’arresto

Advertising

Il MoVimento 5 Stelle chiede la calendarizzazione urgente in Aula e prima della pausa estiva della votazione sulla richiesta di arresto pervenuta dalla Procura di Reggio Calabria a carico del Senatore Antonio Stefano Caridi accusato di associazione mafiosa.

I 5 Stelle, si legge in un posto sul blog di Grillo, lo hanno chiesto ufficialmente durante la riunione dei Capigruppo del Senato convocata per le 13 e durante l’incontro di oggi pomeriggio previsto tra i parlamentari M5S e il Presidente del Senato Pietro Grasso.

“Il Bomba – scrivono i parlamentari M5S nel post sul blog di Grillo – si è mai accorto che il suo governo e la sua riforma costituzionale per un periodo si sono sostenuti anche con i voti del senatore Antonio Stefano Caridi, accusato di associazione mafiosa anche di natura straniera (416 bis cp) nell’ambito dell’indagine sulla “cupola segreta” della ‘ndrangheta scoperta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria?”.

E “Alfano – aggiungono – si è mai accorto di aver avuto all’ interno del proprio partito e in Senato, Caridi, per il quale Palazzo Madama sarà chiamato a rispondere alla richiesta d’arresto per associazione mafiosa avanzata dal Tribunale di Reggio Calabria? Cosa avrà chiesto il senatore Caridi ad Alfano e al Bomba quando è stato componente della Commissione Industria, Commercio e Turismo e quando ha ricoperto il ruolo di parlamentare per le questioni regionali? Ci dicano se ci sono stati degli scambi di favori, di cui sono a conoscenza o di cui è a conoscenza l’intero NCD!”.

“Caridi, infatti – osservano – come recita l’ordinanza della Procura di Reggio Calabria, sarebbe stata la figura politica di riferimento della cosca dell’ndrangheta De Stefano Archi di Reggio Calabria a cui affidare ruoli pubblici e cariche in grado di agevolare il buon esito del programma criminoso in termini di interessi patrimoniali ed economici in cambio di favori elettorali. Caridi avrebbe operato in modo stabile, continuativo e consapevole a favore del sistema criminale di tipo mafioso, mediante l’uso deviato della propria carica pubblica da senatore, pagata dai cittadini”.

“Adesso la Giunta per le autorizzazioni e le immunità parlamentari – concludono – sta esaminando il suo caso che dovrà essere votato prima in Giunta e poi in Aula. L’Aula questa volta ha la responsabilità di far venire meno lo scudo dell’immunità concesso come privilegio alla casta. Quella stessa che protegge gli indagati, i condannati e i corrotti, sempre più presenti in Parlamento e che la riforma della Costituzione pensata da Boschi, Bomba e Verdini, con i voti anche di Caridi, vorrebbe estendere a sindaci e consiglieri regionali, quali futuri senatori”.