Riace, Lucano a “Il Manifesto”: “Sono vittima di Minniti, Salvini e alcuni ispettori”

“Dopo tutto quello che mi hanno fatto sono pessimista”. Lo dice al Manifesto il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, a proposito dell’udienza del riesame oggi al Tribunale di Reggio Calabria per l’annullamento degli arresti domiciliari dove si trova con l’accusa di  favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Aveva sempre escluso la matrice politica della vicenda che lo vede coinvolto, oggi però il sindaco sospeso cambia versione: “Sono vittima di un disegno ben preciso che parte da lontano e che prescinde anche dalla magistratura. La manovra è tutta politica ed è bipartisan, riguarda il vecchio e il nuovo inquilino del Viminale”, spiega Lucano.

“Il primo di essi (Minniti, ndr) è un signore che aspira oggi incredibilmente a fare il segretario del Pd. Ma sai che io non dormo la notte a pensare la fine che fanno i migranti rinchiusi nei campi libici dopo gli accordi firmati proprio da Minniti con le milizie di Tripoli? C’è un nostro ospite qui a Riace, Kasai, che ripetutamente mi rammenta le ore di inferno passate in quei lager e mi chiede incredulosia possibile che l’Italia cooperi con questi aguzzini libici. A me contestano un matrimonio che hanno definito ‘combinato’ anche se di combinato non c’è nulla, ma a Minniti perché non viene mai contestata l’ecatombe di migranti in Mediterraneo o la deportazione di africani nei campi di tortura libici? La risposta io ce l’ho: perchè noi siamo gli ultimi, e non contiamo nulla. Ma verrà il tempo in cui questi ultimi, questi ‘zero’ come mi ha affettuosamente definito Salvini, si ribelleranno”, prosegue Lucano. “Dal Viminale ho avuto solo delusioni in questi mesi. La procedura degli Sprar è falsata. Contro di me c’è stata una vendetta di alcuni ispettori e di alcuni pezzi grossi del servizio Sprar. Io non mi sono voluto adeguare ai loro metodi e loro hanno contraccambiato diffamando l’esperienza di Riace, buttando fango e fiele”.

Salvini “è ossessionato da tutto ciò che è umano, prendiamo la crociata contro quelli che lui spregevolmente definisce negozi etnici oppure pensiamo al caso delle mense scolastiche. Con lui c’è una regressione della coscienze. La barbarie non è mai stata così vicina come con questo governo” dice ancora Lucano nell’intervista al Manifesto.

Lucano è arrivato intorno alle 8.30 presso il Cedir di Reggio Calabria, dove stamattina si terrà l’udienza davanti al Tribunale della Libertà. Lucano, accompagnato dal legale Andrea Dacqua, ha fatto istanza di annullamento della custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa il due ottobre scorso dal gip di Locri. Il primo cittadino è accusato dagli inquirenti del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e fraudolento affidamento dei servizi della raccolta differenziata. Nonché una serie di altri reati tra cui malversazione, truffa, associazione per delinquere. Reati per cui però il gip non aveva emesso l’ordinanza di custodia ai domiciliari.