Rimborsopoli, l’udienza preliminare. Adamo e Talarico trovano il “cavillo”

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Sono complessivamente ventisei, fra politici e collaboratori, gli indagati comparsi stamani davanti al gup di Reggio Calabria nell’ambito della maxi inchiesta, denominata “Erga Omnes” scattata nel giugno del 2015 e coordinata dalla Procura della Repubblica, su presunti illeciti nella gestione dei rimborsi dei gruppi consiliari a Palazzo Campanella.

Il gup del Tribunale di Reggio, Adriana Trapani,  ha determinato la restituzione degli atti in Procura per difetto di notifica della richiesta di rinvio a giudizio per gli imputati Nicola Adamo e Domenico Talarico. 

Nello specifico gli imputati comparsi davanti al gup sono stati: Ferdinando Aiello, Bruno Censore, Demetrio Battaglia, il senatore Giovanni Bilardi, con il suo assistente personale, Carmelo Trapani, Agazio Loiero, Nicola Adamo, Carlo Guccione, Antonio Scalzo, l’ex segretario-questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera, gli ex consiglieri Pasquale Tripodi, Alfonso Dattolo, Alfonsino Grillo, Giuseppe Bova, Emilio De Masi, Domenico Talarico, Sandro Principe, Pietro Amato, Mario Franchino, Mario Maiolo, Francesco Sulla, Vincenzo Ciconte, Giovanni Raso, Candeloro Imbalzano, Diego Fedele, Giovanni Franco.

Secondo le ipotesi accusatorie, i rimborsi in Consiglio regionale venivano gestiti come res privata, nulla a che vedere con il loro ruolo istituzionale ricoperto da coloro che, all’epoca dei fatti ricoprivano il ruolo di consiglieri. Le somme destinate ai gruppi consiliari venivano utilizzate per viaggi, gioielli, cene, tablet, cellulari e perfino c’è chi utilizzava quei soldi per comprare i gratta e vinci.

Per tutti gli altri l’udienza è stata aggiornata al 30 marzo e al 6 aprile. In quei giorni il giudice sarà anche chiamato a decidere sulla competenza territoriale.