Rogliano e il paradossale rapporto tra eletti ed elettori (di Carlo Cuccomarino)

Foto Savuto Web

Molti cittadini roglianesi hanno messo in risalto in questi giorni il paradossale rapporto tra eletti ed elettori nella loro città di Rogliano.
Io, da parte mia, vorrei contribuire alla discussione pubblica che si è avviata su questa questione o meglio tra le attuali forme politiche di rappresentanza e la società che da queste dovrebbe essere rappresentata,tra governanti e governati.
Provo ad elencare, dunque, alcuni dettami della “filosofia politica di chi vota” a Rogliano (come in tanti altri posti della nostra regione e del nostro paese).

01.La partecipazione alla vita della città.

L’idea che mi sono fatto è che molti nostri cittadini della provincia cosentina, ma non solo, confondono la “partecipazione possibile” alla vita delle nostre città esattamente col “momento elettorale”.
Sembra che per molti di loro, astenersi a partecipare alle questioni che riguardano le “cose in comune” nei luoghi dove sviluppiamo buona parte della nostra esistenza quotidiana, non siano cose che riguardano i governati ma è solo questione che riguarda gli eletti (i governanti) durante l’esercizio del loro mandato elettorale.

La loro partecipazione, o quella che loro chiamano tale, dunque, viene così ad interrompersi quasi naturalmente, e immediatamente dopo il voto. La “delega” è così che ottiene la sua totale autonoma realizzazione.
Vànno così inclusi e naturalmente letti, i festeggiamenti per l’ effettiva consacrazione di questo processo a base di dolci, panini e vino in abbondanza, che chiudono definitivamente lo svolgimento della tornata elettorale e la realizzazione, di fatti, dell’autonomia degli eletti o meglio dei governanti. Così come ci è stato ben raccontato.

alran02.Le modalità della politica possibile

Il fatto di essersi ormai rassegnati a queste “modalità della politica” in maniera tutt’altro che naturale diventa, in buona parte comprensibile, nel funzionamento dello stesso “mercato elettorale”, dove le modalità di svolgimento hanno sempre visto come “fatto centrale acquisito” da buona parte della popolazione il funzionamento del “voto di scambio” e lo “sviluppo e la cura delle stesse clientele”.

Quest’ultimi hanno dato vita, per buona parte delle popolazioni locali, a “contrattazioni personali” vere e proprie con i futuri potenziali rappresentanti politici al governo locale, provinciale, regionale e nazionale.

03 L’ autonomia dei governanti

Va da se, che se accade, come accade nella città di Rogliano, ma non solo, che gli eletti, insieme a tutto il loro apparato organizzativo, hanno una così larga e totale autonomia di comportamento rispetto agli elettori e perché quest’ultimi hanno cessato, volontariamente, qualsiasi forma di protagonismo possibile tra governanti e governati. Tutto questo lo si può riscontrare dentro le istituzioni e fuori dalle stesse.

Questi brevi principi di “filosofia politica di chi vota” a Rogliano ,ma non solo, non sono probabilmente gli unici ma sicuramente quelli di maggior successo nel “nostro locale mercato elettorale”.

Mi rendo perfettamente conto che con l’inizio della crisi del 2008, tutto ciò ha avuto per i governanti “minore efficacia contrattuale”, ma per i governati sembra che l’illusione serva a continuare a vivacchiare.
Possiamo dunque, prima di poter procedere ad avviare un ulteriore sviluppo di questa discussione pubblica, fare il punto su queste “complicità” emerse tra governanti e governati che hanno contribuito a dare significato alla politica e nello stesso tempo a definirla?

Carlo Cuccomarino