Rogliano, tutti i dubbi sulla questione migranti

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“I Roglianesi sono realmente a conoscenza della situazione migranti?!”

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, si è discusso, tra l’altro, della questione migranti insediati nel nostro Comune.

Dalle domande che lo schieramento di cui sono capogruppo, “Un’Altra Rogliano“, ha inteso sottoporre all’amministrazione comunale, sono emerse posizioni dell’attuale governance in merito, di cui la popolazione deve essere informata.

Innanzitutto, in relazione al fatto se il numero di migranti sul nostro territorio sia proporzionato e proporzionale al numero di abitanti che, per inciso, da direttiva del Ministro dell’Interno dell’11 ottobre 2016 equivale a 2,5 unità ogni 1000 abitanti, si è rilevato che sul nostro comune sono presenti:

  • 2 CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria) in Contrada Manche e Via Eugenio Altomare;
  • 1 SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) in Discesa Clausi;

Questi centri ospitano, rispettivamente, n.180 unità, 10 unità e 10 unità, per un totale di n. 200 unità distribuiti su tutto il Comune di Rogliano.

Siamo chiaramente, e non di poco, al di sopra di tutte le percentuali di impatto sociale consentite dalla legge e dal buonsenso!!

In secondo luogo abbiamo appreso che il nostro Comune ha aderito a progetti per l’apertura di SPRAR, nello specifico in numero di due, come anticipato dal Sindaco durante lo stesso Consiglio Comunale, senza specificare, peraltro, di quale in particolare, visto che la stessa Prefettura ne prevede di diverse tipologie ovvero:

  1. Ordinario;
  2. Per minori non accompagnati;
  3. Per disagio mentale o disabilità;

Aldilà’ della già’ nota predisposizione del nostro paese, da sempre aperto a qualsiasi tipo di accoglienza e che storicamente lo pone come esempio di ospitalità’ e inclusione in tutta la provincia di Cosenza, si deve ragionare seriamente sulle conseguenze che una forma di accoglienza di queste proporzioni può’ determinare sul nostro tessuto sociale.

Gli incentivi economici che vengono erogati dallo stato centrale ai Comuni in base al numero dei migranti ospitati, a titolo di bonus per impegno nell’accoglienza, devono essere una forma di vantaggio economico esclusivo pubblico o privato, senza che vi possa essere discussione popolare in merito alle conseguenze in termini sociali sugli effetti dell’accoglienza sul nostro comprensorio?

Sapevano i roglianesi , per esempio, che sul CAS di contrada Manche il Comune ha ottenuto un contributo di circa 78mila euro?

Come sono stati utilizzati questi soldi?

Perché, per esempio, non sono stati impiegati per sostenere i costi di video controllo del territorio, ipotesi già teorizzata da “Un’altra Rogliano” da diverso tempo?

La Prefettura di Cosenza, sostiene che “l’apertura di centri Sprar ha ricadute positive, sia sotto il profilo del ripopolamento di quei comuni con meno abitanti, sia per evitare la chiusura degli istituti scolastici per il decremento degli alunni, che per i riflessi di natura economica per il territorio”.

Siamo sicuri che i potenziali riflessi benefici, cui si fa cenno, possano far pesare la bilancia, esclusivamente, sulle ricadute economiche, senza considerare che un territorio rimane tale in base alle tradizioni, agli usi e agli aspetti religiosi, impossibili da realizzare nemmeno a breve termine senza che ne siano protagonisti coloro i quali in questi territori risiedono da sempre?

Oppure si pensa che a fare figli ci penseranno, solo, i migranti?

Si pensa veramente che il ripopolamento scolastico e demografico debba essere affidato ai migranti senza che si prendano in considerazione i nostri giovani che, invece, sono costretti ad emigrare?

Perché non si provvede legislativamente alla risoluzione del problema utilizzando pari risorse atte a implementare le possibilità di occupazione e permettere ai nostri figli di poter rimanere dove sono nati e contribuire, primariamente, al ripopolamento familiare dei nostri borghi?

Se dovesse perpetuarsi questa situazione a lungo termine, tra 50 anni questi territori saranno popolati esclusivamente o quasi da popolazioni di migranti. Che fine avremo fatto e che ne sarà della nostra memoria e della nostra storia?

I migranti rappresentano una risorsa solo se il numero di ospiti non saràcosì esagerato, come nel caso di Rogliano.

Chiediamo alle Istituzioni, inoltre, di sapere chi siano e da dove vengano le persone che ospitiamo nel nostro paese. Non si possono chiedere alla popolazione ulteriori sacrifici, maggiori di quelli che sta già sostenendo!

Perché prima di aprire nuovi centri di accoglienza, così come appare oramai chiaro dalle indicazioni di chi amministra, non si consulta la popolazione per verificare se i cittadini siano d’accordo o meno?

Non ha già dato in termini di accoglienza il nostro paese, contribuendo in maniera eccellente ed esaustiva?

I modelli di inclusività che vengono contemplati con successo altrove, sono rappresentati da limitati nuclei familiari con costante e graduale integrazione che permettono un’ideale inserimento di famiglie di migranti all’interno della società ospitante.

Il Gruppo “Un’Altra Rogliano” per questi motivi, suggerisce di portare avanti modelli di integrazione che vadano nel verso indicato, sollecitando chi amministra a seguire quest’ultimo percorso, senza indurre capziosamente a pensare che dietro l’adesione ai progetti SPRAR vi sia esclusivamente il voler perseguire politiche di risanamento con i soldi previsti per i flussi migratori e rimpinguare, così, le disastrate casse comunali.

Si invita, pertanto, tutta la popolazione a voler partecipare ed esprimere il proprio giudizio nel prossimo consiglio comunale aperto al pubblico, che “Un’Altra Rogliano” ha richiesto, che si terrà prossimamente e della cui data la cittadinanza sarà tempestivamente avvisata.

Mario Buffone

Capogruppo Un’Altra Rogliano