Rossano: il generale, il referendum che rischia di saltare e la bella Rosellina

Giuseppe Graziano e Rosellina Madeo
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Diciamocelo con tutta franchezza: il comportamento della Corte d’Appello di Catanzaro sulla sentenza che riguardava la decadenza del consigliere regionale Giuseppe Graziano alias il generale è stato a dir poco indegno. Si sono attesi mesi e mesi per emettere una sentenza che era praticamente scontata. Cosa si aspettava? Il risultato del referendum per la fusione di Corigliano e Rossano, del quale il soggetto era addirittura il proponente? O, ancora peggio, si aspettavano le elezioni politiche?

Per fortuna, la sentenza è arrivata e da oggi in poi questo trasformista della peggiore specie non potrà fare la sua campagna elettorale alla Regione. Ma non è certo finita qui. Vogliamo sperare infatti che adesso la Regione non faccia come la Corte d’Appello e si assuma invece rapidamente la responsabilità di quello che potrebbe accadere per la fusione e decida altrettanto rapidamente il da farsi. La Regione ha voluto procedere al referendum sapendo bene che il consigliere proponente la legge (il generale Graziano appunto) era abusivo. A questo punto, è assolutamente necessario che affronti ogni dubbio che potrebbe sorgere e scelga in fretta il da farsi. Sono in molti a tremare all’idea che qualcuno possa scegliere la strada dei tribunali lasciando i territori di Corigliano e Rossano in un limbo pericolosissimo. È stato avventato procedere senza affrontare le conseguenze di una sentenza che era certa. Lo sarebbe ancora di più rimanere in silenzio lasciando la parola ai ricorsi.

E il generale? Come l’ha presa questa mazzata? Chi lo conosce sa bene che sta masticando amaro e lo si capisce da come risponde a quelli di Forza Italia che lo prendono per i fondelli e dall’improbabile ricorso che annuncia. Ma chi lo conosce sa anche altrettanto bene che si “consola” e non poco con il suo “gioiellino” ovvero Rosellina Madeo, presidente del consiglio comunale di Rossano nonché suo “braccio destro” nell’esilarante movimento “Il Coraggio di cambiare l’Italia” che tutti – ma proprio tutti – hanno ribattezzato in “Il Coraggio di cambiare casacca”.

Il generale, del resto, ha fatto in tempo a farle avere un incarico alla Regione. Proprio qualche settimana fa la bella Rosellina è stata eletta nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali, il nuovo organismo consultivo del Consiglio regionale della Calabria, presieduto da Salvatore Lamirata. E questo successo, in un certo senso, lo ha messo con l’anima in pace. Anche perché, nello stesso lasso di tempo precedente la sua cacciata dal consiglio regionale, ha concretizzato pure il suo passaggio (senza vergogna) tra i farabutti che governano Alleanza Popolare e quindi si è buttato tra le braccia del Cinghiale, sotto le cui insegne adesso sogna di diventare parlamentare.

E Rosellina? Ex Pd, ora a Forza Italia lo seguirà anche dal Cinghiale perché proprio non riesce a fare a meno di lui. E poi il generale ha già fatto sapere che dovrà avere un ruolo importante nel nuovo comune che nascerà (sempre ammesso che nasca…) dalla fusione. E ancora – diciamocelo sempre francamente – la bella Rosellina è l’unico avvocato che fa i corsi di formazione a Rossano. Corsi di formazione regionali, naturalmente. La scuola è della Madeo. Vi lasciamo solo immaginare che giro di soldi (legali, per carità ma molto carenti sotto il profilo dell’opportunità politica) ci sia su questi corsi. E allora, Graziano in questi giorni è triste, è vero, ma gli basta pensare un attimo a Rosellina e tutto è già alle spalle. In attesa di nuove, esilaranti avventure che siamo pronti a raccontarvi in presa diretta. Parola di Iacchite’.