Rossano, gli affari con la Consip sull’asse Candiano-Minnicelli-Viteritti

A Rossano il panorama politico-massonico-mafioso è in fibrillazione. La prospettiva del referendum per la fusione con Corigliano ha fatto diventare la città bizantina una vera e propria polveriera e già nei giorni scorsi vi abbiamo dato conto delle grandi manovre dei politicanti per farsi trovare pronti e dettare leggi e condizioni.

Ma il caso politico del giorno è ormai diventata la delibera comunale che tratta la gestione degli impianti di illuminazione tramite la Consip, che non ha certo bisogno di presentazioni. Una speculazione grandissima, ma così grande che finalmente viene chiacchierata come si deve sui marciapiedi, nei salotti, sui social e persino sulla stampa. Il Comune è talmente preoccupato che impedisce l’accesso agli atti al consigliere comunale Rapani (che non è certo un nostro beniamino) e al consigliere Stasi (che invece ci piace perché non ha scheletri nell’armadio), i quali sottolineano che ci troviamo davanti ad un fatto gravissimo e si chiedono il perché di tanta riservatezza e cosa ci sia dietro.

Per scoprirlo, ci viene in aiuto la gente, che a Rossano ormai non si ferma più e urla ai quattro venti quali possono essere alcuni degli interessi inconfessabili che non si possono svelare ma che, alla fine, sono i soliti segreti di Pulcinella che prima o poi qualcuno deve pur svelare. Anche perché il monopolio dell’informazione ufficiale in mano ai media del potente Pasquale “Mollettun” Lapietra non può svelare un bel nulla causa interessi trasversali con… tutti.La verità che neanche “Mollettun” può far scrivere ai suoi dipendenti è che i politicanti rossanesi si erano mossi per tempo per raccogliere i frutti di questo impegno per le realizzazioni da collegare in qualche modo alla Centrale Enel e avevano costruito un contenitore chiamato “Futur-e” nel quale avevano piazzato i loro rampolli (principalmente il figlio di Candiano e il nipote del potentissimo avvocato Minnicelli).

Ad un certo punto, però, il progetto è miseramente fallito ma non per questo i papponi si sono rassegnati. In quattro e quattr’otto, di conseguenza, hanno aderito ad un bando della famigerata Consip affidando ad un’azienda del suo “giro” la pubblica illuminazione e l’efficientamento energetico alla modica cifra di 15 milioni in nove anni. E hanno avuto gioco facilissimo a coinvolgere nel progetto quella cordata che aveva fallito con Futur-e. A tale proposito, si dice che Minnicelli jr sia un illustre procacciatore con provvigione molto alta e che Viteritti sia l’ingegnere progettista. Insomma, i soliti accordi. Solo che stavolta la gente è più incazzata di altre volte e quando il popolo s’incazza, le reazioni possono essere imprevedibili.

Giova ricordare che lo zio di Minnicelli (il padre si chiama Maurizio ma verosimilmente sarà “fratello” due volte di Amerigo…), massone dichiarato, è approdato addirittura alla ribalta mediatica per aver criticato i massoni ufficiali del Grande Oriente d’Italia. Mentre il papà di Luca Candiano, ovvero il sindaco effettivo di Rossano, al secolo Nicola, non può certo (re)inserire il figlioletto nella pappatoia ma è chiaro come il sole che dietro questo caravanserraglio c’è soprattutto lui. Complimenti, auguri e… figli maschi.