Rossano, i nostri suggeritori sono le donne e gli uomini liberi della società civile

Pasquale Lapietra (al centro)

A Rossano oggi si vota fino alle 23 per il ballottaggio. Andrà in scena un’altra farsa, creata ad arte da un potere politico che ormai non ha più pudore di niente.

Lo abbiamo toccato con mano a Cosenza, lo stanno toccando con mano anche a Rossano, dove finora la corruzione era stata tenuta in qualche modo a freno. Il sistema paramafioso di Cosenza si è spostato quasi interamente nella città bizantina dove si contendono la vittoria finale il candidato del Cinghiale e di don Pasquale “Mollettun” Lapietra e il candidato di Madame Fifì/Nicola Adamo/Palla Palla. Due blocchi di potere solo apparentemente contrapposti in un gioco delle parti che tutti conoscono ma nessuno denuncia.

Eppure, nel corso di questa campagna elettorale, se ne sono viste di cotte e di crude e quello che abbiamo denunciato è solo una minima parte degli accordi sottobanco e inconfessabili dei quali ancora non possiamo scrivere.

Non siamo dalla parte di nessuno: né di Ernesto Rapani (arrassusia come diciamo a Cosenza) e né di Stefano Mascaro (mancu li cani). Abbiamo denunciato le magagne di entrambe le coalizioni di impresentabili e finanche dei media che li sostengono: da una parte il giornaletto di Mollettun e il quotidiano del gruppo iGreco nel quale collaborano (mascherati?) gli stessi giornalisti di Lapietra e dall’altra le supercorazzate di Madame Fifì.

A chi dice che siamo dalla parte di Mascaro, vorremmo sommessamente far notare che gli attacchi più pesanti nei confronti di Iacchite’ vengono da LaC, l’organo ufficiale di Madame Fifì. Ovvero lo sponsor principale di Mascaro.

Hanno chiamato in causa anche un collega, Lenin Montesanto, additandolo come il nostro suggeritore. Niente di più falso. I nostri suggeritori sono le donne e gli uomini liberi di Rossano, la società civile che si ribella al controllo del voto (a Rossano come a Cosenza) e dei media (a Rossano come a Cosenza) e al dilagare della corruzione e del malaffare.

Chiunque dovesse vincere, è la stessa, identica cosa.

Lo sappiamo noi e lo sanno i rossanesi.