Rossano e la Consip: tutto quello che Candiano non vuole far sapere ai cittadini

Candiano e Mascaro
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“Realizziamo il sogno di fare la differenza”. È questo lo slogan che campeggia sul sito web della Consip, “Concessionaria servizi informativi pubblici”, nella pagina dedicata alla missione del gruppo. Consip è fiinita al centro delle polemiche dopo l’inchiesta sugli appalti che vede coinvolti, tra gli altri, Alfredo Romeo (finito in carcere per corruzione), il ministro Luca Lotti (indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto) e il padre dell’ex premier Tiziano Renzi (accusato di traffico d’influenze).

Oggi ce ne occupiamo perché c’è un comune della provincia di Cosenza, Rossano Calabro per la precisione, che ha aderito ad uno dei suoi bandi per l’illuminazione pubblica e la circostanza ha fatto parecchio rumore. Le opposizioni si sono giustamente ribellate e il Comune rossanese attraverso il suo sindaco effettivo ovvero Nicola Candiano (che rappresenta la feccia del Pd) si è chiuso a riccio negando addirittura l’accesso agli atti e non pubblicando neanche la delibera sull’albo pretorio.

Ma vediamo cos’è, di cosa si occupa e come funzionano le gare della Consip, che “è una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che ne è l’azionista unico”.

Nata nell’agosto del 1997 per gestire i servizi informatici del ministero del Tesoro, con la Legge Finanziaria del 2000 le viene affidato il compito di razionalizzazione la spesa pubblica per i beni e servizi. Successivamente il suo compito si amplia, con un ruolo, si legge sul sito, che diviene via via “complessivamente ridefinito”.

Di cosa si occupa – Attualmente, la Consip opera in qualità di centrale di committenza nazionale: è, cioè, la “centrale acquisti” della Pubblica amministrazione italiana, con azionista unico il ministero dell’Economia e delle Finanze.
Lo scopo principale è quello di rendere “più efficiente e trasparente” l’utilizzo delle risorse pubbliche, fornendo alle amministrazioni gli strumenti per la gestione degli acquisti di beni e servizi.

Il “Modello Consip” – Da anni, visti i risultati conseguiti, si parla di “Modello Consip”: a livello organizzativo si intende un sistema di stretta interazione fra i soggetti coinvolti, secondo logiche di partnership e di continua collaborazione. Ma il “Modello Consip”, a livello operativo, riguarda anche il prezzo di riferimento per l’acquisizione di beni e servizi: un prezzo che, per legge, non può essere superato da un’amministrazione che voglia acquistare quel determinato bene o servizio, o un altro di pari caratteristiche. Certo, vista la bufera giudiziaria, il termine “Modello Consip” ha assunto anche un’accezione ironica e sarcastica e questo fa parte del gioco… Come funzionano le gare Consip – I passaggi che caratterizzano il processo di una gara indetta da Consip per gli acquisti di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni sono sostanzialmente cinque: pubblicazione del bando, ricezione delle offerte, analisi da parte della commissione specifica, aggiudicazione, stipula del contratto. I termini per la presentazione delle offerte sono fissati dai singoli bandi (in genere un paio di mesi).
Questo ciclo è preceduto dalla fase di pre-gara, che comprende l’analisi del fabbisogno della Pa, lo studio di fattibilità e del mercato, la definizione della strategia e della documentazione di gara.

Pubblicazione del bando, offerte e commissione – Predisposta la documentazione di gara, scatta la pubblicazione del bando. Alla scadenza del termine per la presentazione, la Commissione analizza le offerte arrivate, esaminando: la busta A che riguarda la documentazione amministrativa; la busta B con l’offerta tecnica (ove presente); la busta C che contiene l’offerta economica. L’apertura delle buste avviene in maniera separata e in ordine sequenziale, in seduta pubblica.

Controlli e aggiudicazione – Al termine di questo lavoro, la Commissione stila la graduatoria provvisoria. La proposta di aggiudicazione della gara, quindi, viene sottoposta al Cda di Consip, che la aggiudica. Subito dopo partono le verifiche sugli aggiudicatari, che vengono svolte da soggetti esterni (come Agenzia delle Entrate, Anac, Casellario giudiziale, Inps, Inail, Prefettura, Camera di commercio). Se tutto risulta ok, si passa all’aggiudicazione definitiva.

Alla luce di quanto appena scritto, non ci dovrebbero essere problemi per un Comune a rendere pubblica tutta questa fase con la quale si è aderito al bando e poi alla gara ma a Rossano – almeno per ora – questo non è possibile.

LA REVOCA (SCONGIURATA) DEL BANDO Ci sono già state polemiche per il bando della pubblica illuminazione della Consip, che hanno indotto la Regione ad un intervento pubblico per placarle. Eh sì, perché qualcuno, giustamente, faceva notare che tutto questo sistema altro non fa che propinare in tutta Italia aziende che si riparano sotto il “misericordioso manto” della Consip. Alla fine Palla Palla e i suoi prodi hanno deciso di non revocare il bando. Correva il mese di gennaio dell’anno in corso.

La Regione Calabria, a tale proposito, specificava che l’avviso pubblico della Consip per la pubblica illuminazione, quello, per intenderci, al quale ha aderito il Comune di Rossano, prevede due distinte linee di intervento per tener conto di entrambe le ipotesi.

La prima destinata ai Comuni che alla data di presentazione della domanda abbiano già aderito alla Convenzione Consip Servizio Luce o già affidato il servizio integrato di conduzione, gestione e manutenzione ad un’impresa autonomamente selezionata dal Comune stesso.

La seconda linea di intervento destinata ai Comuni che alla data di presentazione della domanda non abbiano ancora affidato il servizio integrato relativo all’illuminazione pubblica e non intendano aderire a Consip. In questo caso le amministrazioni comunali potranno ammodernare gli impianti attraverso la forma classica di appalto pubblico di soli lavori, oppure stipulando un contratto di rendimento energetico (cosiddetto “EPC”) con una ESCO selezionata dal Comune.

“L’adesione alla Convenzione Consip è pertanto – aggiungeva la Regione – solo una delle modalità di ammodernamento degli impianti di pubblica illuminazione prese in considerazione dall’Avviso, che ha lasciato ai comuni calabresi la massima libertà di scelta della forma organizzativa da proporre a finanziamento. Anche le dotazioni finanziarie iniziali delle due linee potranno essere oggetto di rimodulazione in funzione del grado di partecipazione su ciascuna linea da parte delle amministrazioni comunali beneficiarie”.

LE POLEMICHE SUL MANCATO ACCESSO AGLI ATTI

Fin qui la Regione Calabria, che ci ha comunque dato un quadro preciso della situazione e chiarisce bene le domande alle quali dovrebbe rispondere il Comune per un semplice obbligo di trasparenza.

Il consigliere comunale di Rossano Pulita Flavio Stasi, a proposito del mancato accesso agli atti, ha dichiarato proprio qualche giorno fa: “… Ci è stato clamorosamente impedito di avere accesso e prendere visione della delibera richiesta con tanto di numero ed oggetto, una vera e propria rievocazione cristallina di quella parte più torbida della Prima Repubblica e di storia politica italiana della quale il Governo cittadino è una rappresentazione plastica.

Non solo: ci sarebbe piaciuto poter apprezzare l’interlocuzione preliminare intercorsa tra Consip e Comune; le relazioni ed i pareri dei responsabili del Comune che attestano la validità della proposta; la documentazione che conferma l’assenza di ipotesi alternative migliori di questa. Tutto questo non è stato possibile in quanto tutto è stato disposto per far trovare l’intera città a fatto compiuto: cittadini, aziende e noi consiglieri che abbiamo il dovere di vigilare sull’azione amministrativa e dunque il diritto di accedere ad ogni informazione in possesso degli uffici, come la normativa impone…”.