Rossano, la sindrome di Cassano (il calciatore) colpisce Mascaro: “Mi dimetto, anzi no…”

Il sindaco Mascaro
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La sindrome di Cassano colpisce l’amministrazione.

“Mi dimetto, anzi no, anzi è colpa della minoranza.”

Mi perdonino i concittadini che hanno di meglio da fare che seguire il calcio estivo, ma a rompere la monotonia di calciomercato ed amichevoli pro-sponsor, nelle ultime settimane c’ha pensato il noto calciatore Antonio Cassano, il quale dopo aver annunciato il suo ritorno al calcio professionistico nelle file del Verona, ha deciso di convocare una conferenza stampa per annunciare il suo addio al calcio. Avendo cambiato idea prima della conferenza stampa, ha dichiarato si sarebbe trattato di un attimo di debolezza, ringraziando il Verona per la fiducia, salvo annunciare qualche settimana dopo che non lasciava il calcio, bensì il Verona.

Qualcuno penserà: Stasi è impazzito. Forse. Credo però che si tratti di una sindrome da abissale confusione che temo abbia colpito l’intera amministrazione comunale. Il sindaco ha dichiarato in Consiglio – di sua spontanea volontà – una cosa che a Rossano hanno compreso anche le piante ormai secche dello scalo, cioè di non avere la maggioranza e che quindi, l’indomani, si sarebbe dimesso. Il giorno dopo non si è dimesso nessuno.

Qualcuno dice che la marcia indietro fosse scontata, io invece sono ingenuo e voglio continuare a credere che se un sindaco dichiara qualcosa in Consiglio Comunale, ad essere scontato è che mantenga l’impegno. L’indomani, invece, l’amministrazione ha fatto finta di nulla, continuando la politica dei comunicati ogni allacciata di scarpe. Ad arrivare, invece, sono state le delucidazioni dei consiglieri assenti al Consiglio, cioè Giuseppe Falco e Pierpaolo Librandi.

È stato quest’ultimo a farci comprendere che la sindrome confusionaria deve essersi diffusa in tutta l’Amministrazione, dal momento che lo stesso ha messo nero su bianco che la crisi di maggioranza è una “fantasia estiva” o addirittura una “telenovela di fantapolitica da parte di qualche settore della minoranza”. Ma come? Il Sindaco dichiara la crisi in Consiglio Comunale, parla specificatamente della sua assenza (con tanto di pranzo a Lamezia), ed alla fine è colpa della minoranza?

Lasciando da parte gli effetti evidentemente nefasti delle dichiarazioni di Cassano, resta l’appello alla responsabilità del Consigliere Scarcello. Ben consapevole del fatto che tale appello non era rivolto a me né a Rossano Pulita, dal momento che abbiamo da tempo convenuto (e ce ne assumiamo pubblicamente la responsabilità) che questa legislatura prima finisce e meglio è, lo stesso mi permetta qualche considerazione che avrei volentieri esternato in Consiglio se non fosse stato fissato tra quasi un mese.

È stata l’opposizione a chiedere senso di responsabilità all’amministrazione fin dal primo giorno di questa legislatura, attraverso la continua richiesta di discussione e condivisione risorse utili a contribuire al corretto governo della città.

Scarcello è un amministratore fin troppo attento per non sapere che, nel corso di questa legislatura, si tengono sedute di commissioni farlocche; ci sono commissioni che non si sono mai riunite; sui documenti relativi ai bilanci si fa sistematicamente melina per non rendere partecipe il Consiglio delle scelte finanziarie dell’ente; si sono eluse, e si continuano ad eludere, discussioni e valutazioni su concessioni facili, appalti “pesanti”, affidamenti sostanzialmente diretti, mentre si è preferito glissare sul destino di decine di lavoratori legati ad appalti “leggeri” (si pensi alla storica figuraccia sugli assistenti fisici o al destino attuale del verde pubblico) e potrei continuare a lungo.

Dunque sulla base di cosa dovrebbe basarsi il senso di responsabilità? Sulla paura del commissario? Lo stesso Scarcello è uno dei consiglieri che legittimamente ha deciso di mandare a casa la Giunta Antoniotti facendo governare un commissario. Per le grandi sfide che attendono la città? Perchè qualcuno crede che un esecutivo che prima di ogni seduta di Consiglio non è neanche certo di avere i numeri per far approvare un documento qualsiasi, nella quale la dialettica del baratto spiccio (che continuo a chiamare barattificio) ha fin dal primo secondo sovrastato ogni dialettica politica, abbia una qualche autorevolezza tale da favorire uno qualsiasi di questi processi?

Io ho piena contezza di come l’esecutivo Candiano-Mascaro, tanto poco autorevole e tanto quotidianamente incoerente con se stesso, non sta facendo altro che danneggiare e mettere in discussione non solo i percorsi importanti per il futuro del territorio, ma anche quei pochi capisaldi che ne caratterizzano il presente. Mi chiedo dunque: in un contesto del genere, il senso di responsabilità non imporrebbe di staccare la spina al più presto, per dare finalmente un governo autorevole e libero alla città? Si tratta di responsabilità, ognuno si assuma le proprie.

Flavio Stasi

Consigliere Comunale – Gruppo Consiliare Rossano Pulita