Rossano, l’ANMI degli Occhiuto getta la maschera: risonanze a peso d’oro e tanti soldi in arrivo

La sede dell'ANMI di Rossano

Ci siamo. Quello che paventavamo ormai da mesi, grazie anche alle tante segnalazioni dei cittadini di Rossano, è diventato realtà proprio in questi giorni, anzi diciamo pure in queste ore.

Da stamattina al Centro diagnostico ANMI di Rossano sarà possibile effettuare la risonanza magnetica che invece all’ospedale non fanno più da molto tempo a causa di un non meglio specificato guasto. Siamo davanti alla solita logica del privato che soppianta il pubblico grazie all’inefficienza della politica, che non solo affossa gli ospedali ma addirittura è dentro queste esperienze “private”, che sono tutte soggetto al controllo dei soliti noti. Non serve neanche individuare il “colore” ormai, visto che tutti sappiamo che giocano con la stessa squadra.

Dunque, a Rossano i papponi della sanità privata sovvenzionati dai politici corrotti hanno definitivamente gettato la maschera e adesso sono pronti a “fare i soldi” sulle spalle della povera gente che non sa come fare per potersi curare ed ha bisogno come il pane di effettuare esami importanti come quello della risonanza magnetica.

Visto che non ci facciamo e non vi facciamo mancare niente, affondiamo il dito nella piaga e vi diamo conto anche delle vergognose tariffe che questi papponi della sanità stanno appioppando ai rossanesi che attendono da mesi e mesi di poter avere questo servizio.

Per una risonanza magnetica completa alla colonna vertebrale si spendono 220 euro mentre per una risonanza magnetica solo lombare si devono scucire 85 euro.

Non c’è dubbio. All’ANMI di Rossano è come se avessero fatto sei al Superenalotto e adesso il pallottoliere comincerà a girare ancora di più all’impazzata.

In queste ore abbiamo appreso anche come hanno fatto i signori dell’ANMI a dare una parvenza di legalità a tutto questo giro vorticoso di soldoni.

L’ANMI, in particolare, ha “comprato” la possibilità di avere la risonanza magnetica rilevandola da uno studio cosentino, quello del dottore Francesco Lanzone, che evidentemente non era più interessato a questo servizio e gliel’ha ceduto (ovviamente non gratis). Ma non è certo la disponibilità economica che manca a questi “campioni” e così, oltre all’affare col dottore Lanzone, hanno messo a segno anche un altro “colpaccio” rilevando anche il laboratorio di analisi del dottore Coscarella a Bisignano, che, di fatto, sarà un’altra succursale del Centro ANMI di Rossano.

Tanto per fare un esempio calzante, l’ANMI di Rossano diventerà come il Biocontrol di Cosenza, Una grandissima struttura privata che, nelle intenzioni degli affaristi della sanità, dovrà servire tutto lo Jonio.

Non stiamo rilevando irregolarità penali, naturalmente, ma stiamo cercando solo di farvi capire come funziona la sanità a Cosenza e provincia. Il disegno di questi papponi è quello di ingrandirsi a dismisura, creare un budget e farsi accreditare anche dall’ASP di Cosenza.

Poiché all’ospedale di Rossano questi esami non si possono fare, loro si faranno accreditare e prenderanno tanti soldi dall’ASP nel giro di sei mesi. Tradotto in soldoni (mai come in questo caso il termine è appropriato), a Rossano, sotto i nostri occhi, hanno creato un polo sanitario di analisi e risonanza magnetica, che prelude anche all’avvento della TAC. Queso Centro ANMI, dunque, diventa a tutti gli effetti una macchina da soldi.

 

Il Centro di servizi sanitari ANMI si è affacciato, dapprima timidamente, ma ormai da tempo con imponenza a Rossano. 
Sì, perché, mentre il reparto di Radiologia dell’ospedale di Rossano tra un po’ non farà neanche più gli esami basilari, per non parlare della risonanza magnetica acquistata nel 2011 e mai messa in funzione, in questo centro tutto è fattibile e possibile e adesso quella che prima era solo una voce, adesso è realtà: anche la risonanza magnetica.
E’ chiaro a tutti, ma proprio a tutti, che è proprio per questo motivo che nella struttura pubblica di Rossano non la si mette in funzione. Lo capirebbe anche un bambino.

CHE COS’E’ L’ANMI E CHI CI STA DIETRO

Partiamo dalla denominazione di questo centro di servizi sanitari che ormai ha il monopolio di tutte le prestazioni.

ANMI sta per Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi, con sede legale in Cosenza, Via Monte San Michele 13 (in pieno centro: è una traversa di corso Mazzini).

Il presidente (praticamente da SEMPRE) è il dottore Eugenio Di Tommaso, ex potente dirigente dell’allora USL di Cosenza, cresciuto alla corte dell’ex senatore ed ex presidente Sorical Geppino Camo e diventato nel tempo sodale (e anche socio per il tramite del figlio Michele Di Tommaso, legale rappresentante del Centro di servizi sanitari) del deputato berlusconiano Roberto Occhiuto e di un personaggio a noi ben noto come Carmine Potestio, ex capo gabinetto del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e famoso intrallazzatore nonchè fratello di un noto esponente della criminalità organizzata cittadina (è imparentato per via della moglie col boss Ettore Lanzino).

Mario Occhiuto e Carmine Potestio

La struttura ANMI di Rossano Calabro (ubicata in viale Sant’Angelo), che ha una mole di lavoro impressionante e che ormai fa anche le risonanze al posto dell’ospedale, ha persino una succursale a Cosenza (traversa sede Guardia di Finanza, su viale Cosmai) accreditata col sistema sanitario nazionale pubblico.

Come dite? Perché un’associazione che dovrebbe tutelare i mutilati e gli invalidi civili dev’essere accreditata col sistema pubblico? Ma ormai lo sanno tutti: i politici e i loro prestanome o sodali hanno un chiodo fisso, che è quello di affossare la sanità pubblica per favorire ed arricchire sfacciatamente quella privata.
Gli Occhiuto, a parole, accusano Palla Palla e i Cinghiali di svolgere questo “giochino” ma in realtà lo fanno anche loro. Eccome se lo fanno.
Da sinistra: Piercarlo Chiappetta, Roberto Occhiuto, Carmine Potestio e Carmine Vizza
Da sinistra: Piercarlo Chiappetta, Roberto Occhiuto, Carmine Potestio e Carmine Vizza

Il Centro ANMI di Rossano, come accennavamo, è retto dal dottore Michele Di Tommaso, figlio di Eugenio (che continua a presidiare giornalmente la sede di Cosenza, ove presta la sua attività la nuora, moglie di Michele, sig.ra Ortenzia Bianco, di fatto stipendiata dal suocero!), che ha come soci Roberto Occhiuto (presente all’interno degli assetti societari con un suo prestanome) e Carmine Potestio (è probabile che di recente anche questi abbia trasferito le sue quote ad un prestanome).

Capirete bene, cari lettori, come anche questa vicenda dell’ANMI altro non è che una delle tante porcherie portate avanti dalla famiglia Occhiuto (Roberto e Mario) con la complicità dei soliti portaborse e prestanomi.

Si specula addirittura su mutilati ed invalidi civili per fare business e fare soldi. Veramente abominevoli questi personaggi che continuano a mostrare due facce: quella “pulita” di chi blatera di fare politica fuori dal “sistema” (ccuri cazzi!) e quella “sporca” che invece è il loro vero volto.

Finirà mai questo stato di cose?
E’ da presumere di NO, non solo per l’omertà e le complicità che ormai in Calabria (ad eccezione della città e della provincia di Reggio Calabria, dove c’è un procuratore che fa il suo dovere) appartengono a chi detiene il potere, ma anche e soprattuto perchè ancora c’è qualcuno che pensa di proporre i fratelli Occhiuto (Mario il truffaldino cazzaro e Roberto lo scilinguato) come il nuovo che avanza.

Pensate un po’ come siamo combinati: ora gli Occhiuto sono entrati anche negli affari della sanità. Non abbiamo più speranze.