Corigliano-Rossano piange Stanislao Acri e la sua famiglia: oggi lutto cittadino

La città di Corigliano-Rossano è ancora sotto shock. La famiglia distrutta nell’incidente di domenica scorsa sull’A1 nel territorio di Roccasecca tra gli svincoli di Ceprano e Pontecorvo era quella di Stanislao Acri, 35 anni, deceduto nel drammatico impatto insieme alla moglie Daria Olivo, 35 anni, anche lei avvocato e al figlio Pier Emilio, di appena 6 mesi. Il bimbo si chiamava come il nonno, giornalista ed archivista, che era venuto a mancare qualche anno fa.

I funerali saranno celebrati oggi, giovedì 19 luglio, alle ore 18.30, nella Chiesa Maria Madre della Chiesa a Rossano Scalo. Il commissario prefettizio Domenico Bagnato ha firmato l’ordinanza di lutto cittadino così da consentire a quanti vorranno di partecipare alle esequie della giovane famiglia. Alla disposizione del prefetto Bagnato ha subito risposto l’Associazione commercianti di Corigliano-Rossano, che attraverso il presidente Natalino Chiarello, ha invitato tutti gli esercenti ad abbassare le saracinesche e a sospendere le attività commerciali in occasione dei funerali.

Stanislao Acri si era candidato alle ultime elezioni a Rossano a sindaco con il Movimento Cinquestelle.

Insieme alla moglie Daria Olivo aveva assistito al concerto di Roger Waters che si è svolto l’altra sera a Roma al Circo Massimo e aveva sottoposto ad una visita al Bambin Gesù il piccolo Pier Emilio – come scrive Il Messaggero. Racconta la vicina di casa: «Li ho visti tre giorni fa mentre partivano per la capitale. Una breve vacanza e, nel frattempo, sarebbero andati sia ad una visita al Bambin Gesù per il figlioletto, sia al concerto di Roger Waters». Infatti la polizia stradale ha ritrovato, nell’auto schiacciata, i biglietti del concerto.

La Fiat Punto, sulla quale viaggiavano, sarebbe stata tamponata da un Van. Il conducente del mezzo, che viaggiava solo, è rimasto a sua volta ferito ed è stato ricoverato nell’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino. Qualche ora dopo l’incidente si è appreso che è stato indagato. Stanislao Acri era laureato in Giurisprudenza per l’economia e l’impresa con il massimo dei voti presso l’Unical di Cosenza. Il giovane avvocato rossanese aveva inoltre conseguito il Master in bilancio e revisione contabile presso l’IPE di Napoli. Vincitore del programma Stages per i migliori giovani laureati della Regione Calabria, ha prestato servizio presso il Comune di Rossano in qualità di istruttore direttivo amministrativo all’interno dell’Avvocatura dell’Ente. Cultore della materia in diritto pubblico e diritto costituzionale presso l’Università della Calabria, nonché autore di diverse pubblicazioni giuridiche, ha esercitato la professione forense presso il foro di Castrovillari. Insegnava anche all’Università di Reggio Calabria. 

Nella sua esperienza di candidato sindaco del M5s aveva sferrato attacchi durissimi alla “vecchia politica” e soprattutto al vecchio modo di fare politica. Acri aveva attaccato senza paura anche i cosiddetti “poteri forti” e aveva ribadito un netto no ad eventuali alleanze nel ballottaggio tra Mascaro (che poi vinse) e Rapani.

Anche Luigi Di Maio, sul suo profilo Facebook, ha ricordato Stanislao Acri e la sua famiglia

L’avvocato rossanese era stato il candidato sindaco del Movimento Cinquestelle nell’agguerrita battaglia elettorale del 2016, nella quale erano in campo tutti i rappresentanti del sistema corrotto. Dal Pd dell’impresentabile Mascaro (che era alleato con un pezzo di Forza Italia, rappresentato dal famigerato generale Graziano) ai “palazzinari” di Fratelli d’Italia capeggiati dall’architetto Rapani, il pupillo di don Pasquale “Mollettun” Lapietra ai fascisti Caputo e Antoniotti. Un campo di partecipanti agghiacciante, e che non lasciava possibilità di successo. Ma Stanislao Acri si era battuto come un leone e alla fine era riuscito a conquistare 1620 voti “liberi”, che non avevano fatto scattare il seggio ma avevano comunque lasciato il segno perché la sua campagna elettorale era stata esemplare: aggressiva e piena di verità contro i papponi della politica e i cosiddetti “poteri forti”. Stanislao Acri non aveva paura.

Spreco di denaro pubblico e metodi alternativi per governare senza gravare sulle tasche dei cittadini erano stati gli argomenti sfoderati dall’esponente del Movimento Cinque Stelle, che ribadiva i vantaggi introdotti dal suo partito nei Comuni in cui amministra grazie alla introduzione del baratto amministrativo, la riduzione dei tributi e degli stipendi dei consiglieri.

“Cercheremo – aveva detto Stanislao Acri – di creare le condizioni per dare dignità ai cittadini. Noi vi parliamo di fatti”. E qui l’elenco: riduzione degli sprechi, distacco dalla Sorical e dalla Soget, rivalutazione del centro storico. E ancora: rifiuti zero, politiche per il lavoro, sviluppo integrato che parta dal Codex e che coinvolga tutti i settori. Acri annunciava poi un’attività in corso con l’europarlamentare Laura Ferrara per intercettare fondi. Tra i temi toccati: turismo, con la realizzazione di una strada litoranea unica da Pirro Malena a Fossa, zona marina a Fossa, agricoltura sostenibile, mappatura dei terreni per realizzare il sogno dei giovani orti urbani e sociali, marchio Deco, etichetta biologica locale, introduzione del baratto amministrativo.
Attenzione alta alla cultura, da cui “deve partire la città”, all’arte e alla valorizzazione degli antichi mestieri. Attenzione anche alla montagna, al centro storico e ai percorsi itinerari turistici. “Io – aveva ancora detto Acri – sono solo un portavoce di questo gruppo. Non abbiamo leader, voi siete i nostri leader. La nostra lista è diversa perché è una differenza metodologica, per questo ci siamo presentati con una lista autofinanziandoci. La nostra lista rispecchia l’intera società: tutti onesti lavoratori non contaminati dalle scorie partitiche perché noi non siamo attaccati alla poltrona. Diffidate da chi non lavora e si siede in poltrona, noi vogliamo fare la politica vera”.

Acri aveva dato battaglia anche sul fronte della sanità e avrebbe voluto impugnare il decreto Scura, che penalizzava l’ospedale di Rossano. Ma non ci fu verso di coinvolgere l’amministrazione rossanese dell’epoca.

“Nel corso dell’incontro del 18 marzo – scriveva Acri – tenutosi presso il Castello Ducale di Corigliano, tutti i presenti avevano concordato sulla proposta da me avanzata concernente l’impugnativa del Decreto Scura. Nello specifico il sindaco Geraci per il Comune di Corigliano e il Segretario Generale dott. Middonno per il Comune di Rossano si erano fatti carico di presentare un ricorso al Tar Calabria avverso lo scellerato Decreto Scura per difendere il territorio dal depotenziamento dei nostri presidi ospedalieri a cui i Sindaci degli altri comuni avrebbero successivamente aderito. Ad oggi però ci rammarica constatare come il solo Geraci abbia mantenuto fede agli impegni assunti mentre il nostro Comune è rimasto inerte. La battaglia sulla Sanità è di fondamentale importanza per la gente che vive nel territorio della Sibaritide. E’ necessario agire per servire i cittadini cui le istituzioni devono essere subordinate. Pertanto chiediamo che il Comune di Rossano difenda il proprio territorio da ulteriori scippi, che rischiano di far perdere i reparti di medicina generale e cardiologia, e dia seguito agli impegni assunti seguendo l’esempio di Corigliano!”.

Questo era Stanislao Acri, un uomo al servizio della sua comunità, che avrebbe potuto fare ancora tanto ma il destino non gliel’ha permesso.