Rossano, Rapani denuncia: “L’appalto per l’ufficio stampa è pilotato”

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Relativamente al bando pubblicato sull’albo pretorio del comune di Rossano per l’affidamento del servizio di “comunicazione strategica, relazioni istituzionali e marketing territoriali”, il capogruppo consiliare di FdI-An Ernesto Rapani non ha mancato di riservare parole dure.

Chi legge Iacchite’ sa perfettamente che non siamo simpatizzanti di Ernesto Rapani e del suo cerchio magico, che, com’è noto, porta direttamente a don Pasquale Lapietra detto “Mollettun” ed alla pletora di giornalisti che tiene a libro paga. Abbiamo condotto una grande battaglia per le ultime elezioni a Rossano nella quale non abbiamo risparmiato niente a lui, al suo “capo” e ai loro padrini politici ovvero i Cinghiali, al secolo Tonino e Pino Gentile.

Così come non abbiamo risparmiato niente a chi quelle elezioni le ha vinte, l’attuale sindaco Mascaro, con il suo cerchio magico fatto di impresentabili del calibro del generale Giuseppe Graziano, di Teodoro Calabrò, della famiglia Micciullo e di Piero Lucisano, tutti fedeli adepti del PD mafioso cosentino e di quell’altro corrotto di Ennio Morrone.

Di conseguenza, sgomberiamo il campo da equivoci e torniamo alla vicenda della quale si lamenta Rapani.

«Alla vergogna non c’è mai fine – scrive Rapani, per gli amici “Rapina” –. Questi amministratori non solo dovrebbero nascondersi per comprovata incapacità amministrativa, ma soprattutto perché credono che il Municipio sia casa loro. E da “gestire” come un ufficio di collocamento per amici e parenti, alla faccia dei rossanesi. Tra le mille questioni, anche il bando per l’affidamento dell’ufficio stampa o comunicazione del Comune è scandaloso. Mancano soltanto numero di scarpe e l’altezza che rigorosamente non deve superare il metro e settanta».

RAPANI: QUEI SOLDI SI POTEVANO SPENDERE IN PUBBLICA UTILITA’

Coscienza nulla e dubbio gusto a parte, gli amministratori dovrebbero vergognarsi. In primis perché quei soldi, oltre 33 mila euro potrebbero essere spesi in pubblica utilità se si considerano le professionalità già presenti ed assolutamente adatte a ricoprire quell’incarico, nella pianta organica del Comune di Rossano. Ciò che fa veramente disgusto è il modo in cui credono di poter prendere in giro la gente. I requisiti richiesti sembrano descrivere l’identikit di una sola ditta: esperienze in Comune, in Regione (al seguito di un consigliere regionale), alla Comunità europea (al seguito di un europarlamentare). Non è forse troppo per un qualche giovane professionista preparato e pur in possesso dei titoli di studio richiesti, che vorrebbe partecipare? E poi strategia, marketing territoriale: ma stiamo parlando del comune di Rossano o della Fiat? Visto vhe ci siamo, chiamiamo Marchionne!»

RAPANI: AGGIRATE LE NORME IN MATERIA

La fanno talmente sporca da non avere alcun pudore, per di più aggirano le norme. Per legge, infatti, un ufficio stampa deve essere gestito da un giornalista, ma guarda caso fra i requisiti non si fa alcuna richiesta dell’iscrizione all’albo professionale. Di tutto questo stato di cose ne avevamo già ampiamente parlato in campagna elettorale e purtroppo per la città di Rossano, si stanno verificando puntualmente: con la pantomima dell’affidamento del servizio di assistenza fisica pensavano di dare il contentino ai loro supporters, agli amici ed amici degli amici, poi l’esclusione dal Gac ed ora il bando sulla comunicazione rappresentano gli ultimi tristi avvenimenti negativi. La misura era già colma, adesso sta iniziando a traboccare: in questi giorni consegneremo una busta sigillata alla Procura della Repubblica – conclude Ernesto Rapani – con all’interno il nome del vincitore o forse del subappaltante, chiedendo che venga aperta il giorno successivo all’affidamento del servizio. Vergogna».

Visto che Rapani non ha fatto il nome del vincitore, lo facciamo noi. Si tratta di Lenin Montesanto, già “appaltatore” di numerosi servizi simili con altri Comuni.

Vi diremo anche di pù: il suo maggiore sponsor è la moglie del sindaco Mascaro.

E tutti i salmi finirono in … gloria!