San Giovanni in Fiore, caro Belcastro: rispondi a queste domande se puoi (di Emiliano Morrone)

Pino Belcastro, sindaco di San Giovanni in Fiore
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di Emiliano Morrone

Caro Pino Belcastro, sindaco di San Giovanni in Fiore (Cs),

è evidente che sei in difficoltà sulla vicenda della GARA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA, aggiudicata dal municipio con una bella forzatura, su cui si pronuncerà l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone.

Ho letto che accusi i parlamentari 5 stelle di indurre sospetti di mafia perché la gara, hai ammesso, è stata aggiudicata pur senza tutte le certificazioni antimafia, come consente la (nuova) normativa.

Sai benissimo che le questioni sollevate (da più soggetti) sono soprattutto altre:

1) mancata pubblicazione dell’avviso di proroga dei termini sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea;

2) modificazione (sostanziale) delle condizioni di gara durante la proroga dei termini, il che è argomento vincente di ricorso;

3) utilizzo, a dispetto di quanto già chiarito da Anac e di recente confermato dal Tar del Lazio, di Asmel consortile soc. cons. S. c. a r.l. per «i servizi di committenza ausiliari, inerenti l’indizione della procedura di gara sulla piattaforma ASMECOMM», con un corrispettivo a carico dell’aggiudicatario «fissato nella misura dell’1,5% dell’importo aggiudicato»;

4) utilizzo di una specifica salvaguardia difficilmente rinvenibile in questo tipo di procedure.

Ora, siccome per la parte burocratica scarichi sugli uffici ma poi intervieni nel merito per giustificarne le scelte, obiettivamente contestate dai deputati Dalila Nesci, Paolo Parentela e Federica Dieni, vorrei che rispondessi a quanto ti chiedo di seguito, al di là di ogni (impropria) dissertazione mafiologica di comodo.

1) Riguardo alla gara è stato pubblicato l’avviso di proroga sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, come vuole la normativa e come necessario per aggiudicare, per quanto ribadito da Anac?
2) C’è stata o no una modificazione sostanziale del bando durante la proroga dei termini?
3) Perché il Comune ha utilizzato Asmel, nonostante l’inibizione per ogni attività di intermediazione da parte dell’Anac, confermata dal Tar del Lazio?
4) Perché il Comune ha esteso la salvaguardia e con quali criteri ha individuato il personale aggiuntivo da inserire, a discapito dei lavoratori della cooperativa “Città pulita” e della sostenibilità economica del servizio?

Chiarire questi punti significa chiudere da sindaco un lungo capitolo fatto di silenzi politici che hanno contribuito a confondere l’opinione della comunità, la quale ha sempre il diritto di sapere, di conoscere ogni aspetto dell’amministrazione pubblica.