San Giovanni in Fiore, il Comune replica ai grillini: “Questa città non ha a che fare con la mafia”

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Nota dell’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore in replica all’interrogazione dei deputati del Movimento Cinquestelle che hanno chiesto al ministro dell’Interno un accesso antimafia per una serie di procedure che ritengono poche chiare.

Ecco il testo della replica del Comune di San Giovanni in Fiore.

“Nel nostro comune può venire chiunque a spulciare tutte le carte che vuole; gli atti sono pubblici e trasparenti. Questa città non ha mai avuto a che fare con la mafia. La legalità è sempre stata al primo posto. Non accettiamo lezioni da nessuno. Non abbiamo nulla da nascondere. La legalità e la trasparenza sono al primo posto della nostra agenda. Venga chi voglia. Il comune e’aperto a tutti. La nostra storia personale e quella di tutta la citta’ parla da sola. Noi la mafia non l’abbiamo mai conosciuta. Questa e’ una città di gente perbene. Non consentiremo a nessuno di buttare fango su di noi”.

“Avrebbero fatto prima i tre deputati a chiedere direttamente agli uffici e avrebbero capito come stanno realmente le cose e avrebbero evitato di incorrere in brutte figure. Infatti, per quanto riguarda la gara dei rifiuti gli uffici stanno guardano il tutto con la lente d’ingrandimento.

Per quanto concerne poi i sei lavoratori inclusi nella clausola di salvaguardia bisogna precisare quanto segue: questi operai erano dipendenti della ‘Valle Crati’ poi fallita e licenziati. Il sindacato, prima di pubblicare il bando, ha chiesto l’inserimento dei sei perché in mobilita’ in deroga e quindi facente parte del bacino.

La stessa prefettura all’indomani del licenziamento dei dipendenti della ‘Valle Crati” aveva invitato i comuni a tenere conto di questa gente messa sulla strada. Quale sarebbe la nostra colpa mafiosa? E’ stato un errore tutelare operai cinquantenni che da anni sono disoccupati? E poi che c’entra Mario Oliverio? Quali sarebbero le responsabilità del presidente? Tutto ciò è di una meschinità inaudita.

Per quanto riguarda il polifunzionale informiamo i tre parlamentari, i quali devono sapere, che la struttura è stata messa in vendita per ben due volte e entrambe le volte le gare sono andate deserte. Potevamo tenere una struttura nell’abbandono? Non sarebbe stato un danno erariale per gli amministratori?

Per quanto riguarda il pregresso, l’Organismo straordinario di Liquidazione provvederà alle azioni necessarie per il recupero  della  somme maturate perché di loro competenza.

Infine, il fratello del sindaco è solo dipendente. Non fa parte della vecchia società dal 2014 e naturalmente nemmeno da questa che ha vinto il bando, fatto alla luce del sole. 28 mila euro è una cifra irrisoria? Sono questi i parametri che sono stati dati ai nostri uffici dagli organi preposti. Queste somme saranno trasferite alla commissione di liquidazione affinché la procedura semplificata del dissesto vada a buon fine.

Ci riserviamo di tutelare la nostra immagine e quella della città in tutte le sedi competenti”.