San Lucido, il sindaco Pizzuti nella bufera per le discriminazioni sui minori

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«Il sindaco di San Lucido garantisca l’eguaglianza sancita dalla Costituzione  repubblicana».

Lo chiede il deputato M5s Dalila Nesci con riferimento alle limitazioni di età che, per il garante regionale dell’infanzia, Antonio Marziale, il Comune di San Lucido ha previsto in una recente manifestazione d’interesse relativa all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati.

«Ho letto – prosegue la deputata 5 stelle – la nota del garante Marziale, che nello specifico ha posto in modo corretto l’esigenza di non discriminazione, attenendosi alle norme che tutelano i diritti dei minori».

«Pertanto – conclude Nesci – chiedo al sindaco di San Lucido di individuare a riguardo le migliori soluzioni contro ogni forma di discriminazione per i minori da accogliere, nel pieno rispetto dei princìpi universali e dei diritti. Rispetto alle esigenze dei minori è fondamentale la massima collaborazione tra istituzioni. Auspico, dunque, il dialogo più aperto e la convergenza sull’obiettivo, che deve essere il bene esclusivo degli interessati».

Anche l’associazione Child’s Friend ha scritto una nota sull’argomento attraverso la presidente Marilina Intrieri, che l’ha inviata a tutte le autorità preposte.

“… A tutela dei suddetti minori, si invita il Garante dell’infanzia della Calabria ad adempiere agli obblighi di legge, trasmettendo formalmente gli atti alle autorità competenti considerato che: i minori stranieri, anche se irregolarmente soggiornanti sul territorio della Repubblica, sono titolari dei diritti consacrati nella Convenzione sui diritti del fanciullo, così come ratificata con L. 176/91;

l’art. 28 del T.U. sull’immigrazione, co 3 impone di dare priorità, in tutti i procedimenti amministrativi e giurisdizionali, al superiore interesse del fanciullo, in conformità all’art. 3 co 1 della Convenzione di New York;

ferma è l’impossibilità di espellere i minori stranieri non accompagnati, non aventi cittadinanza italiana o di altri Stati che si trovano, per qualsiasi causa, nel territorio dello Stato, privi di assistenza e rappresentanza dei genitori o di altri adulti per essi legalmente responsabili, in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano;

la soppressione del Comitato per Minori Stranieri non fa venire meno gli obblighi per i Comuni e le altre Istituzioni che, a vario titolo, hanno competenze sulla gestione dei flussi migratori.

Evidente, quindi, la permanenza, in capo ai suddetti soggetti, degli obblighi di segnalazione della presenza del minore sul territorio italiano, l’invio della scheda censimentaria, la richiesta delle indagini familiari nel paese di origine, la richiesta di rimpatrio assistito volontario, la richiesta di parere alla permanenza in Italia etc.

Child’s Friends sollecita il presidente della Regione Calabria a dare attuazione della Legge Regionale 23/2003, a tutela di diritti umani fondamentali (per la quale istituì specifica delega), e rammenta ai comuni che la mancata attuazione della suddetta LR 23 non li priva della responsabilità dei compiti ad essi assegnati dallo Stato”.