San Lucido, il vicesindaco Bruno rompe gli indugi e inguaia Pizzuti e la maggioranza

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“L’accoglienza  potrebbe essere avviata dal comune di San Lucido, che nel giro di qualche mese si potrebbe accreditare presso la prefettura garantendo occupazione sul territorio ma soprattutto ricevendo una enorme entrata nelle casse comunali con la possibilità per l’ente di abbattere le tasse che stanno soffocando i nostri concittadini.

Oggi, invece, si cerca di garantire la sopravvivenza di “Magna Grecia” a scapito dei sanlucidani, così in cambio di alcuni posti di lavoro ad appannaggio di pochi eletti si continua ad affossare un paese ormai ridotto alla fame e schiacciato dalle tasse”.

Questo è uno stralcio della dichiarazione pubblica del vicesindaco dimissionario di San Lucido  Leverino Bruno, una dichiarazione forte che accusa senza nominarli il sindaco Roberto Pizzuti e il dottore Franco Nunziata, i cognati terribili, e scoperchia il pentolone degli affari che i due stanno cercando di attuare alle spalle dei sanlucidani con la gestione dell’ex Onpi.

Bruno non tralascia, nella sua dichiarazione, di sottolineare come la Cooperativa Magna Grecia “non può svolgere questo tipo di servizio avendo vinto un bando per un altro progetto” e come la stessa sia già morosa nei confronti del comune per circa 80.000 €.

La dichiarazione dell’ormai ex vicesindaco è un macigno che cade sulla testa non tanto del dottore Nunziata, il quale ha solo l’interesse di racimolare affari sporchi ma del cognato sindaco Roberto Pizzuti, che vede  il suo reame in bilico con un futuro denso di nubi, non esclusa la terza cacciata da un trono dove spadroneggia in lungo ed in largo alla faccia dei sofferenti cittadini di San Lucido.

Le dimissioni di Bruno e  i malumori di qualche consigliere di maggioranza difatti fanno prevedere che si possa tentare la sfiducia nei confronti del reuccio Pizzuti, considerato anche che la sua talpa nella minoranza, il cognato Nunziata appunto,  si è dimesso da consigliere per passare a migliori presunti affari.

Non è detto che ciò succeda ma intanto comincia ad uscire il marciume creato da questo sindaco con una domanda spontanea: nel palazzo di giustizia di Paola li leggono i giornali oppure anche lì come a Cosenza c’è qualcuno che pettina le bambole?