San Lucido, le famigerate T e quella strana transazione Pizzuti&Abonante

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Qualche giorno fa, scrivendo del malaffare che governa San Lucido e del “filo nero” che lo lega a quella di Cosenza, con in testa il sindaco Pizzuti ed i suoi compagni di merende, abbiamo fatto riferimento alla somma intascata dal Comune per la causa vinta con le Ferrovie ed il loro utilizzo.

Ripartiamo dall’inizio per raccontarvi questa altrettanto triste vicenda che vede coinvolto ancora lui, il sindaco Pizzuti, ed uno sconosciuto avvocato di paese, tale Ennio Abonante, già sindaco di Falconara di fatto cacciato dal proprio paese e dimorante a San Lucido, molto conosciuto negli ambienti giudiziari per l’estrema litigiosità e per le numerose denunce farlocche avviate per cercare di spillare soldi ad onesti cittadini.

La querelle tra il Comune di San Lucido e le Ferrovie parte alla fine del 1999 quando il neo sindaco del tempo Roberto Pizzuti decide di denunciare le Ferrovie per i danni ambientali arrecati con le costruzioni delle famigerate T in difesa del tracciato ferroviario.

Legale del Comune viene nominato proprio lui, Abonante. In prima istanza il Tribunale di Paola dà ragione al Comune di San Lucido e con sentenza del 2007 condanna le Ferrovie a pagare €332.500 a partire dal gennaio 2006 con relative rate e liquidava all’avvocato Abonante €10.346 per le spese legali.

Le Ferrovie inoltrano appello, che si è concluso nel gennaio 2016. La Corte d’Appello di Catanzaro condanna l’ente a pagare al comune di San Lucido la somma di €1.778.750 e licenziando le spese legali in €24.700 per la prima sessione e €22.500 per la seconda.

San_lucido_giunta_pizzutiFra la prima e la seconda sentenza è del tutto evidente che dev’essere accaduto qualcosa di poco chiaro, che trova completezza appena Pizzuti viene (ri)eletto sindaco nella primavera del 2013.

Infatti, appena emessa la sentenza di primo grado (Pizzuti non è ancora sindaco), Abonante si prepara subito una parcellona di oltre 200.000€ e la presenta al Comune .

L’amministazione, che nel frattempo era passata in mano ad Antonio Staffa, non ratifica la parcella e propone una riduzione. Abonante non ci sta e cita il Comune con un decreto ingiuntivo quindi Staffa (come abbiamo ricordato molto incline agli incarichi legali) revoca l’incarico ed a sua volta ne nomina altri due ed in più nomina un altro avvocato ancora per resistere al decreto di Abonanter, che non cede neanche davanti ai vari tentativi transattivi approvati anche dal Tribunale.

Siamo a maggio del 2013: Pizzuti vince le elezioni proprio su Staffa per soli 33 voti e la prima delibera che fa è quella di una transazione monstre con l’avvocato di Falconara di oltre 220.000€ con pagamenti mensili di 7.500€ oltre ad un acconto di oltre 8.000€: un bel vitalizio per questo sedicente avvocato, soldi che si prendono dal bilancio di un Comune che è in predissesto solo sulla carta, ma di fatto dissestato.

Oggi, con la sentenza definitiva di quasi 1.800.000 € e con le spese legali licenziate per un totale di circa 50.000€ sarebbe opportuno che il sindaco Pizzuti e la sua giunta spiegassero questa strana transazione in barba a tutto e tutti.

Come si può giustificare una differenza così abissale?