Sanità: all’ASP di Catanzaro si può, all’ASP di Cosenza no

Il commissario Scura e il suo vice Urbani
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A Catanzaro si può a Cosenza no.

L’ASP di Catanzaro ha bandito un concorso per due dirigenti amministrativi.

Nulla da obiettare, visto che mancano le figure e che in sei anni in Calabria il 70% dei funzionari e dei dirigenti è andato in pensione.

A Massimo Scura, però, rivolgiamo una domanda: perché a Catanzaro si può e a Cosenza no?

Facciamo un esempio.

A novembre andrà in pensione (quante ore avrà lavorato in vita sua ?) il Cinghiale, al secolo Antonio Gentile, che occupa il posto di dirigente amministrativo per l’ufficio stampa. Ormai è storia.

Perché il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Achille Gentile (non sono parenti, a scanso di equivoci ma il risultato è lo stesso) non mette questo posto a concorso?

E’ solo uno degli esempi di questa differenza. Achille Gentile non è un mariuolo, questo lo abbiamo sempre scritto, anzi è una persona perbene. Però sembra un allocco, a volte.

Il posto dello zio non può andare a Katya Gentile non solo per questioni di opportunità politica che nella nostra realtà neanche si guardano, ma perché è priva di laurea. Forse è questo il motivo per il quale non si può fare il concorso?

Stessa cosa all’ASP, dove Raffaele Mauro alias faccia di plastica, però, prende ordini sistematici da Madame Fifi, la maga del… bene.

Con i 230 mila euro regalati a Cedolia se ne assumevano 4 di dirigenti amministrativi…

Insomma, a Catanzaro si può a Cosenza no. Scura, se ci sei batti un colpo!