Sanità, Campanella a Scura e Oliverio: “Io, ultimo dei vessati”

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Campanella a Scura e Oliverio: “ Io, ultimo dei vessati: che devo fare per essere stabilizzato?”

“Mi rivolgo a Mario Oliverio, a Massimo Scura, a Riccardo Fatarella, a Franco Pacenza, a Raffaele Mauro, come un Rosario perché sono rimasto l’ultimo dei vessati, a cui non è concessa la stabilizzazione e la immissione in servizio nella sanità”.

Lo afferma in una nota il giornalista Mario Campanella

Il 5 maggio il giudice del lavoro di Cosenza scioglierà la riserva – dice Campanella- dopo l’assurda e illegale revoca della conciliazione operata dal commissario straordinario , Filippelli, per la quale c’è un giudizio penale.

Ho ricevuto danni per decine di migliaia di euro che qualcuno mi dovrà risarcire – afferma Campanella – e mi trovo con due lauree, un master, pubblicazioni scientifiche, iscrizioni ad albi professionali e sette libri, a dover elemosinare un diritto.

Il mio legale, Mara Paone – prosegue Campanella – ha trasmesso ieri l’ennesima Pec al commissario Scura per ricordare che la conciliazione è cogente al punto che la stessa Asp ne ha richiesto l’annullamento .

Ovviamente e sulla base del diritto – prosegue il giornalista – non posso avere dubbi circa la decisione che il giudice assumerà il 5 maggio ma nel frattempo i mesi, gli anni passano e, come diceva Gozzano, “freme la messe ai solchi della china,  la messe ormai matureggiante e bionda”.

Non so cosa devo pagare – prosegue Campanella – se le mie idee, la mia appartenenza culturale o la pervicacia di un sistema che stritola e uccide lentamente più della ndrangheta.

Ha ragione Gratteri – continua il giornalista – quando sostiene che è questo il cancro per eccellenza della Calabria.

Aspetto l’ennesima risposta – conclude Campanella – ma non mi arrendo: verifico solo che se questa è la pubblica amministrazione non mi meraviglia che il senso comune meridionale la respinga e non la riconosca come sovrana.