Sanità, ecco cosa c’è dietro il teatrino di Giletti il servo

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In Calabria nulla è come appare. E’ un concetto che ribadiamo da sempre e che puntualmente siamo quasi costretti a tirare fuori ogniqualvolta la nostra regione va a finire sui media nazionali.

Ieri pomeriggio quel servo matricolato di Massimo Giletti, che impersona alla perfezione la deriva inesorabile di una professione nobile come quella del giornalista, è stato incaricato dal potere politico di mettere in piedi un altro teatrino riguardante la Calabria. Il tema, tutt’altro che nuovo, è quello degli imboscati nella sanità ma il “valore aggiunto” (si fa per dire) era la presenza del commissario Massimo Scura nella sua squallida trasmissione.

Scura è andato a Raiuno per “dimostrare” che nella sanità calabrese ci sono soltanto imboscati che non hanno voglia di lavorare e che sono protetti, tanto per cambiare, dal potere politico. Con i soliti esempi dell’ospedale di Locri, dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Calabria e compagnia bella.

Attenzione, Scura non ha detto cazzate, cioè ha parlato di un aspetto sicuramente da condannare ma che certamente non è il problema dei problemi della nostra sanità.

Ora, voi sapete bene quello che pensiamo di Palla Palla e di tutta la sua corte dei miracoli. Oliverio è il peggiore presidente della Regione Calabria dalla sua istituzione ad oggi, non ha fatto nulla per fermare la caduta libera della Calabria e ha approfittato del suo potere per favorire e piazzare nei posti strategici i suoi parenti, la sua amante, i suoi clienti, gli amici degli amici e chi più ne ha più ne metta,

Sapete anche bene che, in prossimità del referendum di dicembre, aveva chiuso un accordo-capestro con quel coglione di Renzi facendosi assicurare che sarebbe diventato lui il commissario della sanità calabrese al posto di Scura. E voi tutti sapete che la sanità incide addirittura per il 70% sul bilancio totale della Regione.

Il teatrino di ieri a Raiuno con tanto di presenza di Scura, al di là del problema degli imboscati, che esiste per carità ma è un falso problema, vuol dire soltanto una cosa: Palla Palla può scordarsi di diventare commissario della sanità e se avesse un briciolo di… coglioni dovrebbe dimettersi. Ma non lo farà mai, perché, fino a quando avrà un briciolo di potere, non lascerà mai quella poltrona. Fino a quando non arriverà qualcuno a cacciarlo a calci nel sedere. Materialmente.

Chiudiamo ritornando a Giletti, il grande leccaculo, che cerca la mafia, i papponi e gli imboscati in Calabria ma dimentica che su quella stessa rete dove lui fa il buffone con i calabresi, un pappone come Bruno Vespa intervista i Casamonica e il figlio di Totò Riina.

Altro che Palla Palla…