Sanità, il gran casino delle assunzioni: qualche domanda all’ex sub commissario Urbani

Il commissario Scura e il suo vice Urbani

Egregio direttore Dr. Carchidi,
vincendo l’apatia di questi giorni infuocati di agosto e soprattutto vincendo la mia assuefazione acritica allo scorrere inesorabile delle cose della sanità in Calabria (anche se devo ammettere che è stata più semplice la seconda fra le due vittorie), le vorrei parlare della vicenda paradossale e grottesca della mancata pubblicazione dell’ormai famoso decreto commissariale 50, quello delle assunzioni nella sanità calabrese.

Il motivo per il quale le scrivo sull’argomento nasce da un articolo del Quotidiano del Sud del 15 luglio scorso (il quotidiano cs 150717), nel quale il Commissario Scura svela i motivi per i quali l’ex sub commissario Urbani non ha voluto firmare il suddetto decreto 50.

Secondo quanto dice il Commissario Scura nel sopracitato articolo, il Dr. Urbani “aveva motivato la mancata firma al DCA 50 perché non conforme alle regole ministeriali sul fabbisogno basate su una fotografia della produzione ospedaliera del 2015. Urbani asseriva – continua il Commissario Scura – che in Calabria ci sono 17 ortopedici di troppo, 11 medici nefrologi in eccedenza, 4 cardiochirurghi, 5 chirurghi toracici e 8 ginecologi inutili e via dicendo”.

Alla luce di queste parole che il Dr. Urbani avrebbe detto (il condizionale è d’obbligo in quanto sono state riportate da una terza persona, il Commissario Scura, anche se non sono state smentite dall’ex sub commissario), sorgono spontanee alcune considerazioni e alcune domande, che tramite il suo giornale on line vorrei rivolgere al Dr. Urbani.

Ma se veramente è così, ossia se il fabbisogno di medici nelle strutture ospedaliere, basato su una fotografia dello stato dell’arte addirittura del 2015, parlava di tutti quei medici in eccedenza, se non addirittura “inutili”, aggettivo a dir poco infelice che avrebbe utilizzato il dr. Urbani per la sola categoria dei ginecologi, perché lo stesso Dr. Urbani non si è opposto alla autorizzazione dei concorsi per il reclutamento del personale medico?

Nel solo ospedale di Cosenza, nel luglio 2016 è stato espletato un concorso con il quale sono stati assunti ben cinque nuovi ginecologi. Inoltre, sempre il Dr. Urbani, non si è opposto neanche alla stabilizzazione dei precari storici a tempo determinato con la quale sono stati assunti, solo nell’Asp di Cosenza, altri 4 ginecologi.

Se c’erano, per come avrebbe detto il dr. Urbani, ben “8 ginecologi inutili” sin dal 2015, perché ha permesso che venissero assunti, nella sola Cosenza, almeno altri 9 ginecologi, alcuni mediante concorso e altri mediante stabilizzazione, nell’anno successivo?

Visto che il debito in ambito sanitario della Regione Calabria è molto alto e che per questo motivo la stessa sanità regionale risulta commissariata già dal 2010, non sarebbe stato opportuno, per un più oculato risparmio di risorse, utilizzare al meglio questi cosiddetti 8 ginecologi “inutili” anziché reclutare nuovo personale e, quindi, spendere altri soldi pubblici, mediante concorsi o stabilizzazione?

Si ha quasi l’impressione che il Dr. Urbani abbia tenuto nascosto il dato dei medici in eccedenza proprio per consentire l’espletamento dei concorsi mentre, una volta espletati gli stessi ed una volta assunto nuovo personale medico mediante gli stessi, tiri fuori solo ora il problema dei medici in esubero con il solo scopo di giustificare la sua mancata firma del decreto 50 e, con questo, di impedire l’assunzione di altro personale.

Ed ora che lo stesso Dr. Urbani si è dimesso e che, grazie ai concorsi anche da lui autorizzati, lascia in eredità ai calabresi questi medici in esubero, compresi gli ormai famosi 8 ginecologi “inutili”, cosa ci consiglia di farne dall’alto della sua nuova carica ministeriale? Per caso li vuole licenziare?

Lettera firmata