Sanità, il ritorno del prode Zuccarelli

Ottotino Zuccarelli

Chissà se lunedì sera il dottor Raffaele Mauro, mega direttore dell’ASP di Cosenza messo lì dal mitico Palla Palla, dalla megera Madame Fifì e da quel minchione di Adamo, si trovava a casa ad assistere a Quinta Colonna (è vero, il conduttore amico di Presta è un coglione razzista ma ogni tanto qualche servizio alla comunità lo rende!), oppure si trovava in qualche conviviale, magari dal “Cugino” a Dipignano oppure in qualche chiacchierata tra le braccia di Morfeo.

Certo, qualcuno lo avrà rintracciato per metterlo a conoscenza che il suo fraterno pupillo Ottorino Zuccarelli stava facendo una meschina figura con l’inviata di Quinta Colonna alla quale al telefono negava di essere sotto indagine per la vicenda, fra l’altro, dei falsi invalidi.

In merito al penoso tentativo telefonico di negare e di rinviare al suo avvocato, vorremmo tranquillizzare il dottore Zuccarelli che i cittadini di Cosenza non hanno affatto la memoria corta, anzi. Tutti ricordano la mega operazione della procura di Cosenza, una delle pochissime sfuggite al controllo di Granieri, che ha dovuto faticare non poco per ricondurre quel tronco di un Pino razza Cozzolino alla ragione, sterilizzandolo.

Parliamo dell’operazione “IPPOCRATE”, un’indagine su falsi invalidi e furbetti del cartellino che ha visto la quasi totalità dei dipendenti dell’ASP di Rende indagati e sottoposti a misure cautelari. La cricca era capitanata proprio dal mitico Zuccarelli, medico ma sopratutto politico amante degli incarichi. Di fatto è il “rais” di San Fili, consigliere provinciale di Cosenza nonché uomo di fiducia di Palla Palla grazie alla moglie che da “guardafiume” è arrivata nella segreteria privata del Palla Palla presidente.

Il processo a carico del dottore Zuccarelli è in corso a Cosenza e la speranza sua e di tanti altri alberga, tanto per cambiare, nella prescrizione. Scorrendo gli atti del processo che oggi sono pubblici si può capire la portata del personaggio ZUCCARELLI, chiamato il re delle 104. In pratica convocava le persone che avevano bisogno della 104 soprattutto per la scuola e poi gli creava dal nulla l’invalidità, in cambio chiedeva il voto per lui e per Palla Palla, all’epoca impegnato nella difficile competizione elettorale contro compa’ Pinuzzu Cinghiale Gentile.

Ma con la nomina del fraterno Mauro a direttore generale dell’ASP il prode ZUCCARELLI è risorto a nuova vita, infatti non solo non è stato trasferito ma continua a dipendere dall’ASP di Rende ed oggi si è stabilmente insediato nel suo ufficio in via Alimena dove si occupa di leggere e smistare tutta la posta del mega direttore, rispondendo finanche al telefono.

Questo nuovo incarico gli fa credere che possa riuscire a fare le scarpe a quel galantuomo di Arcangelo Fonti, che peraltro durante la trasmissione Quinta Colonna ha pure mentito affermando che Zuccarelli non facesse più parte delle commissioni invalidi dell’ASP.

Fonti è cognato di quel pisasale di Granieri, ormai prossimo alla pensione, ed è stato solo sfiorato dall’indagine, ma oggi le sue quotazioni sono logicamente in calata proprio a causa del pensionamento del cognato.

Insieme al fraterno Zuccarelli, il DG Mauro si è portato anche Pietro Filippo così da formare, insieme a Remigio Magnelli il trio degli indagati e condannati; ed ovviamente essendo la signora Cumino dell’anticorruzione l’unica non indagata poiché persona perbene, il Mauro ha deciso di farla fuori, perché poteva rovinargli la nomea.

Ma la cosa veramente scandalosa è il fatto che l’ASP di Cosenza è costituita parte civile nei processi che vedono ZUCCARELLI, FILIPPO e MAGNELLI indagati; quindi oggi gestiscono l’ASP quelli con cui la stessa ha un grosso contenzioso, un chiaro conflitto di interessi che fa capire il baratro entro cui sprofonda questa sanità cosentina, che vede da un lato uno scontro di poteri fortissimo e dall’altro continui disservizi all’utenza.

Per uscire da questo pantano maleodorante è necessario azzerare tutto e ripartire magari assumendo manager che arrivino da Pordenone piuttosto che dall’estero.