Sanità, il tramonto di Filippelli

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Non fa più lo sborone dicendo di essere amico di Granieri e del Gip Branda.
E i suoi amici cinghialeschi lo hanno mollato dopo che il potere è finito.
Tristi tempi per l’oncologo Gianfranco Filippelli, per nove mesi disastroso commissario straordinario dall’Asp di Cosenza.
La Corte dei conti ha aperto una serie di indagini sul suo conto e a breve si decideranno le sue sorti per una serie di procedimenti penali giacenti.
Nominato da Oliverio in quota dama bianca, alias Adriana Toman, Filippelli fu subito redarguito da Tonino il Cinghiale, che gli fece incontrare Andrea Urbani dicendogli che se voleva rimanere al suo posto doveva fare quello che dicevano loro.
Cioè, proroghe dei contratti a Michele Marchese, Gianfranco Ponzio e Giovanni Corallo, il re della vigilanza, un altro che millanta di avere amicizie altolocate a Castrovillari .
Ora, l’oncologo più ricco della Calabria è solo. E il cinghiale nemmeno gli risponde più al telefono.

E chissà se gli rispondono iGreco, che lui ha favorito spudoratamente con la famosa delibera fatta in tre giorni con la quale dava loro i posti in più di accreditamento
Un uomo al servizio dei potenti, che ora raccoglie i cocci della sua pessima gestione