Sanità, l’irresistibile ascesa di Michele Marchese, il Re della Manutenzione mezzi

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Michele Marchese è un uomo nato con la camicia. Oggi dovrebbe essere sulla bocca di tutti per quello che sta uscendo fuori sullo sperpero di denaro pubblico dell’Asp esclusivamente per il suo tornaconto. Eppure riesce a farla franca.

Perché scrivono dell’incredibile massa di affari che porta avanti il signor Marchese, per un importo complessivo di 770mila euro ma non fanno il suo nome. Scrivono che all’Asp per riparare i mezzi stradali spendono quanto una scuderia automobilistica per «particolari e imprevisti eventi straordinari occorsi nel corrente anno» ma il suo nome non si può fare.

Asp-Cosenza

Eppure è lui che ha in esclusiva la manutenzione dei mezzi stradali dell’Asp di Cosenza. Ormai dai tempi di Gianfranco Scarpelli e quindi da un bel po’ di tempo. Cifre veramente astronomiche per questo imprenditore che viene da lontano.

Michele Marchese ha iniziato a lavorare con l’ex suocero Ciccio Misasi. Che aveva l’esclusiva della custodia dei mezzi sequestrati o rimossi svolgendo il servizio per l’Aci.

Poi si è messo in proprio con una concessionaria di auto, la Bluecars, ma non ha avuto per niente fortuna, ha incassato un pesante fallimento e ha cominciato a farsi la fama di “pasticcione” per non dire altro. Poi, improvvisamente, dalle stalle è finito alle stelle.

gentile

Michele Marchese infatti è entrato nella “squadra del Cinghiale” o se preferite nel “sistema sanità” di Tonino Gentile. Ha riaperto un’attività, rimanendo sempre nel campo del “blue” e ribattezzandola “Blue Service” e ha avuto in affidamento tutti i mezzi dell’Asp con un monopolio per certi versi imbarazzante. E che cominciava a dare sempre più nell’occhio.

Riassumendo: l’Azienda ha spedito 770mila euro sul conto destinato alle riparazioni dei mezzi. E la manutenzione dei mezzi aziendali era finita nel mirino già qualche anno fa, quando l’allora direttore generale Gianfranco Scarpelli, partendo da un contratto in proroga annuale, raddoppiò le somme destinate al servizio, effettuato dalla Blue Service, passando da 200mila a 400mila euro all’anno.

Insomma, un banco di soldi. E non è finita qui.

mappaIl fitto del CIM di Rende (servizio di salute mentale) viene pagato ad un signore che ha la proprietà dei locali e si chiama… indovinate un po’ Michele Marchese. 

Chi protegge questo imprenditore? A noi non interessa, in tutta sincerità, se Scarpelli e Filippelli lo hanno riempito di soldi per far piacere al Cinghiale o a Palla Palla (che, lo ripetiamo da tempo, sono la stessa cosa…). Certo è che il signor Marchese riceve ogni mese 16.200 euro (sedicimiladuecento cucuzze!!!) per locali che sono “sotterranei” e non valgono più di 500 euro al mese… 

Della serie: oltre il danno anche la beffa. E noi, come sempre, paghiamo gli amici degli amici.