Sanità, vi presentiamo la “Madame delle clementine”, molto cara alla banda del Cinghiale

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Nel morso nero dell’Asp di Cosenza, dove la confusione regna sovrana e la realtà supera la fantasia, persistono immaturità in cui finiscono per perdersi le speranze dei cittadini.

In questo “troiaio” generale in cui si trova la sanità calabrese ma in particolar modo l’Asp di Cosenza, ad approfittarne sono taluni dipendenti la cui arroganza, scimmiottata senza pudore e ritegno, non è inferiore alla loro superbia. In questo mare magnum ad impressionare precipuamente è l’agire peloso di una collaboratrice (non domestica) che, narcotizzata dalla necessità di proiettarsi, si arroga della qualifica di legale e firma gli atti con il titolo di avvocato come tra l’altro pretende di essere chiamata.

La dipendente, benché laureata in giurisprudenza, quand’anche capace di parlare (a machinetta) per ore senza esprimere un concetto, è inquadrata come collaboratore amministrativo ed è stata nominata, non si sa in base a quale criterio, a svolgere il ruolo di Notaio dell’Asp.

A stupire, oltre la nomina, è la linea di galleggiamento trasversale. Vediamo come. Nel 2008, senza che sia mai stata espletata alcuna procedura selettiva, la dipendente, pardon l’avvocato, che chiameremo “La Madame delle clementine” dalla guida di centrosinistra, è stata omaggiata dal ruolo di ufficiale rogante.

Tonino Gentile e Gianfranco Scarpelli
Tonino Gentile e Gianfranco Scarpelli

Nel 2010, superate le forche caudine di Scarpelli (i maligni dicono per il rogito di un appartamento del palazzone che Pianini sta costruendo su corso Umberto), viene lasciata nell’incarico dal management di centrodestra e nel 2014, senza troppe meraviglie, viene mantenuta nel ruolo dal neo governo di centro sinistra a guida Oliverio-Gentile. O se preferite Palla Palla-Cinghiale. Tanto ormai non si offendono neanche più: è la loro natura.

In pratica la donna giusta per tutte le stagioni. Per cui, uscita indenne dalle fastidiose procedure “cinghialesche” dello spoil system messe in atto da Scarpelli e Filippelli, possiamo ritenere la riconferma della “Madame delle clementine” un genuino caso di “Gentile” privilegio anche perché, in assenza di riconosciute e qualificate capacità dirigenziali, non sapremmo come definire la cosa.

La Madame, che di sport pratica l’arrampicata, e nel mentre studia da dirigente, sfrutta molto bene l’imbarazzante vuoto pneumatico di via Alimena ormai orfana di validi dirigenti. Infatti tiene riunioni, (riteniamo in lingua madre considerato il marcato accento jonico), impartisce disposizioni, indice procedure di gara, espleta funzioni di RUP, affida servizi, predispone e ratifica protocolli, svolge finanche attività di supporto legale benché non sia inquadrata come avvocato, e ultimamente presiede e sostituisce, in questo caso degnamente, il Dioscuro Amminitrativo agli incontri istituzionali, insomma una donna in carriera che alla fin fine produce solo quintali di niente e tonnellate di richieste di rimborsi per missioni.

Nicola Buoncristiano
Nicola Buoncristiano

Ormai la sua fama di “copista”, non sostenuta però da adeguate capacità, è seconda solo al più famoso Francesco di Ser Nardo da Barberino, e ha varcato i confini dello Jonio al punto di essere stata nominata ufficiale rogante all’Asp di Vibo Valentia per la redazione e stipula del contratto per la costruzione del nuovo ospedale. Buoncristiano docet? Molte cose tra i due in  effetti si ripetono.

Gli incarichi a Vibo e il compro casa da Pianini giusto per citarni alcuni. Perché anche il Buoncristiano, di cui abbiamo già accennato qualcosa,  ha acquistato in via Rivocati.

Ritornando alla “Madame delle clementine”, ci sovviene una curiosità. Possibile che all’Asp di Vibo, oltre al dirigente tecnico  laureato ingegnere manchi pure l’ufficiale rogante? Noi non ci crediamo, ma se così è, chiudessero. Comunque sia, la sua, parliamo della “Madame delle clementine”, è vera gloria?

I bene informati, e non sono pochi, sostengono che per i ruoli che le sono stati affidati ci sia la mano di un famoso chitarrista con diploma di teoria e solfeggio, con cui cinguetta da quando è stato assunto a tempo determinato presso l’Asp di Cosenza nonostante manchi l’autorizzazione regionale.

Fiati di via Alimena, bene accreditati, riferiscono che il chitarrista di chitarra classica, di cui presto ci occuperemo, è stato attenzionato dal Ministero della Sanità dove esiste copioso carteggio, a fronte del quale Roma aveva invitato il Gen. Pezzi, in risposta un suo preciso rilievo, a revocare il 15 septies. Ma, i consueti espedienti “Gentili” intervenuti in mutuo soccorso hanno bloccato il provvedimento.

Una cosa è certa, la necessità di cambiamento manifestata dai calabresi nel novembre del 2014 (ancora non percepito se non nel colore), che ché ne dica Oliverio, stenta a decollare per cui possiamo tranquillamente affermare che questa classe amministrativa, e quella attuale dell’Asp di Cosenza in particolare, non è altro che il risultato di un onanismo collettivo per soddisfare esigenze personali.