Scuola, che gli dei ci mandino il giusto sostegno

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SCUOLA. Che gli dei ci mandino il giusto sostegno

di Cesira Plastina

Ognuno ha il suo. Ma c’è un gruppo molto vasto di persone che usa quello Vajrapani.

Il “mantra Vajrapani” considerato molto efficace, è semplicemente un’invocazione del nome che significa “colui che tiene in mano il fulmine”.

Questo mantra, conduce all’energia della mente illuminata, un’energia che è in grado di annientare l’oscurità dell’illusione.

Ecco, questo è il mantra ripetuto il primo giorno di scuola da tutti i genitori dei bambini che hanno bisogno di un’insegnante in più per sostenerli a scuola. “Vajrapani. Vajrapani… Calma e saggezza siano con me”.

I genitori dei bambini con difficoltà conoscono l’esercizio spirituale, è innato. Lo eseguono con precisione perché a loro le goccine d’ansia da ingoiare, le ha prescritte direttamente il Fato. Gocce d’ansia con esenzione automatica, gratuite altroché ! E dato che portano assuefazione, hanno ben capito che serve qualcosa in più per affrontare le cose.

Intanto, primo giorno di scuola è e primo di giorno di scuola sia. Allora, se Buddha ti ha guidato da casa a scuola, una volta arrivati all’atrio dell’istituto, cambi credo. Conviene. Un bel segno della croce, lo trovi più rassicurante. E se la fede barcolla, almeno è questione di antico integralismo alle tradizioni.

Infine, con un “Dio ce la mandi buona”, lasci il cucciolo, il gramalone, la ragazzina. Lasci, insomma tuo figlio alla “benedetta scuola”. Lo lasci sapendo che l’ignoto non potrai governarlo. Eppure. Hai parlato prima. Hai studiato pure. Norme, contronorme, riforme, controriforme, ma niente le braccia sono già scese in picchiata al calcagno.

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Apri la porta e il primo giorno di scuola l’insegnante di sostegno non c’è. Parli col supplente, non importa, tanto la Forza è con te. Al tuo bimbo riuscirai comunque a fargli fare qualcosa. Tu, tu che aspettavi da un anno la manna che non è caduta dal cielo.

Oppure. Sai che arriverà. L’hanno nominata. L’insegnante di sostegno c’è. Le ore assegnate sono quelle, che fortuna! Ma lei è una parte di quella folla che non poteva o non voleva andare al nord e ora è rimasta al sud, con te. Un suo diritto, per “carità”, ma è rimasta perché c’era tuo figlio che aveva bisogno.

Involontariamente, le hai dato una mano. Solo che, cosa gli insegnerà ? Non conosce il suo problema, a dire il vero non conosce nessun problema. Perché ora da sostegno che dovrebbe dare, ha bisogno di essere sorretta per poterci capire qualcosa. Però con un paio di mesi di corsi ministeriali ce la farà. Così le hanno detto.

Ma non era una specializzazione universitaria? Misteri dei ministeri. E tu, poiché hai un’istintiva voglia di prendere a morsi qualcosa, qualcuno, l’unica cosa che fai è stringere la lingua tra i denti per non urlare. Cerchi una soluzione. Si chiama compromesso e vai avanti che c’è tutto un anno da affrontare.

Oppure. Se sei così fracassato dalla vita che non fai altro che gridare, sbraitare e imprecare e passi per irascibile, maleducato, decidi che è meglio fare, ti ricordi del tuo vecchio amico avvocato e lo vai a trovare.

scuola-4Oppure. C’è chi ha studiato chimica per una vita, biologia e poi grazie alla santa Sis ha sentito la vocazione della pedagogia clinica. Didattica speciale studiata di striscio e applicata di sbieco.

Oppure. C’è il pullmino che non è pronto, l’assistente il Comune non lo ha ancora inviato. Nessuno che possa cambiarlo chè gli è scappata la pipì. Nessuno che lo aiuti a mensa…

Oppure. Gli “oppure” sono tanti che a dirli tutti rischiamo la noia.

Eppure (già va meglio!). Eppure ci sono. Lo giuro, davanti a voi. Ci sono brave persone, prima che bravi insegnanti, che ci sanno fare, gente di coscienza. Che si sono messi a studiare, che si sono specializzati anche di tasca loro. Che sono empatici e che hanno scelto il sostegno per propensione e non per convenienza. Ci sono. I miracoli esistono. Ci credo.

Eppure. Eppure tu, caro genitore col figlio diverso, se dovesse capitare proprio a te, se dovessi essere un eletto, implora gli unici quattro dei che ti sono rimasti, fai i tuoi riti sacrificali, invocali e chiedigli che affidino quei bravi insegnanti alla tua creatura.

Se dall’Olimpo il dono ti è giunto, prega ancora affinché le divinità gli diano lunga vita. Prega ancora, prega con insistenza ché il ministero rispetti l’unico e solo dogma scolastico: “la continuità didattica”.