Se il Tirreno piange, lo Jonio non ride: il carro del mare (di Domenico Messinò)

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IL CARRO DEL MARE

“Se l’Africa piange, l’America non ride”, così citava un detto che se applicato alle due coste calabresi Tirreno/Africa e Jonio/America riguardo allo spettacolo indecoroso del mare sporco ci calza a pennello.

Certo, noi jonici non siamo forse a livello dei nostri conterranei tirrenici, ma si può dire che ci difendiamo bene. Da 20 anni ormai, frequentando le coste della Soverato “perla dello Jonio”, si fa la conta dei giorni in cui ci si può fare e non il bagno a mare, e i giorni purtroppo diminuiscono di anno in anno, soprattutto per chi frequenta e in alcuni casi PAGA anche il servizio dei lidi dal San Giovanni al Circolo Velico, dove la graziosa striscia schiumeggiante prende il largo grazie alle correnti.

Infatti i bagnanti (locali e stranieri) di tale tratto di spiaggia sono gli sfortunati spettatori della manifestazione permanente, del “carro estivo” di sporcizia che dall’Ancinale prende il via fino alla punta, che va in scena più o meno dalle 9.30 alle 12.00 quando va bene (alcune volte si replica anche al pomeriggio, vedi che qualcuno fosse assente).

ListenerL’entusiasmo per l’evento spesso ha spinto gli spettatori a chiamare anche la Guardia Costiera, che repentinamente proprio come nelle conosciute fiction televisive accorrono a vedere il “passaggio”, spiegando che la causa di cotanta bellezza è la marcescenza di alcune alghe, che molto probabilmente decidono di passare a miglior vita tutti i giorni solo in quell’arco temporale. Un evento che a dirlo in giro dovremmo invitare il National Geographic, Alberto Angela e perché no! anche Giacobbo che ci inventa sopra un mistero! Potremmo escludere solo quelli dell’Arpacal, che a dirla tutta si escludono da soli (i 4 che lavorano sono già abbastanza impegnati sul Tirreno).

Il carro dello Jonio è cangiante: si passa dal colore giallognolo al marroncino, con chiazze di schiuma circolari spesso oleose con un profumo che va dal carburante alla fogna (altro che iodio), senza dimenticare i suoi abitanti: plastica, pannolini e feci (giusto per quelle alghe che non sono riuscite a mettersi il pannolino in tempo).

Purtroppo c’è ancora qualche gufo (per dirla alla renziana) che ipotizza cause come: il depuratore che non ha la capienza giusta per il sovraffollamento estivo, o ancora peggio l’esistenza di “qualche” allaccio abusivo che scarica direttamente nell’Ancinale; ma questi gufi sono solo disfattisti, calunniatori e malinformati, il dissenso poi per le amministrazioni (soprattutto per alcune) è poco tollerato, meglio aggregarsi per fare carri che pensare all’ambiente (vedi anche situazione Scarpina/soffolta su cui l’amministrazione ancora non ha preso una posizione chiara), in fondo come dicevano gli antichi “panem et circenses”, esultano la plebe e i cavallucci marini … ma solo quelli di carta pesta.

Domenico Messinò