Sebi Romeo e i voti della ‘ndrangheta

Sebi Romeo

Toc, toc. Chi è? Carabinieri.

E che volete? Dobbiamo farle una notifica. Non ci sono. Sono all’estero, rientro tra 23 anni. Dai… non faccia così, è solo una notifica, una in più una in meno che vuoi che sia. E poi questa è diversa da tutte le altre che giornalmente vi notifichiamo. Perché? Arriva da un’altra città. Lo so che voi mi volete prendere per la curiosità. Ma io non ci casco, ripeto: non ci sono. Non sai che ti perdi. Non ti immagineresti mai chi ti ha querelato, lo puoi scoprire solo aprendo.

Penso: cacchio questi mi conoscono e sanno che non posso resistere più di tanto alla mia sviluppata curiosità. Non resisto alla “voglia” di sapere chi mi ha denunciato. E loro lo sanno. E poi c’è pure il fatto che non è cosentino e la cosa desta in me ancora più curiosità. Mi arrendo.

Vabbè, dico ai carabinieri, ci sono, ma solo per questa notifica, se ne avete altre riparto di nuovo. No, c’è solo questa, mi rassicurano. Apro, solita tarantella, firma qua firma là, e mi consegnano l’atto.

A denunciarmi è stato quel compagnone di Sebi Romeo. Pare si sia offeso quando prima ancora che scoppiasse il caso “Mammasantissima” a Reggio, avevo scritto, nel lontano 27 novembre 2015, che lui era stato sostenuto dai voti della ‘ndrangheta (http://www.iacchite.com/voto-di-scambio-romeo-e-de-gaetano-tremano-oltre-cosenza-ce-anche-la-regione/).

Come sempre succede in questi casi tutto l’apparato politico corrotto marcio del PD non perse tempo per gridare ai pennivendoli, mercenari, pagati da questo e da quello per infangare galantuomini come il Sebi. La solita sceneggiata che fanno i politici mafiosi quando vengono smascherati. Ma come sempre avviene, e a dimostrazione che quello che scriviamo corrisponde alla pura e semplice verità, indipendentemente dalle sentenze farsa emesse da giudici corrotti che dicono il contrario, scoppia il finimondo a Reggio.

La città scopre di essere governata da una cupola politica/massonica/mafiosa. La stessa struttura, ovviamente con personaggi diversi, che governa e tiene nel terrore Cosenza, ma qui nessuno osa contrastarli, a differenza di Reggio: da noi ci sono troppi giudici corrotti a proteggerli.

E piano piano le “indiscrezioni” vengono fuori. I ROS, protagonisti dell’inchiesta reggina condotta dal dottor Cafiero de Raho, intercettano, pedinano, e registrano. E tutto lo schifo che sappiamo da sempre (non ci volevano i ROS, senza offesa per nessuno nemmeno per i ROS che si sono sbattuti per farlo venire fuori) viene a galla.

Tra le tante relazioni dei ROS a seguito di intercettazione, spunta una bella informativa che dice (leggete bene): “Sia il De Stefano che il Romeo – appuntano i carabinieri – hanno avuto un ruolo attivo nella trascorsa campagna elettorale. Nello specifico, Romeo ha indirizzato il sostegno elettorale in favore di Battaglia (eletto con oltre 10mila voti, ndr), mentre De Stefano ha partecipato al sostegno elettorale del Romeo Sebi (12.288 preferenze, ndr)”.

Anche l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra (ex An), ritenuto uomo di Paolo Romeo e arrestato per associazione mafiosa, ha sostenuto Oliverio e il centrosinistra. E se da una parte ha aiutato l’ex governatore Agazio Loiero, nella composizione della lista “Autonomia e diritti”, dall’altra con Nicola Adamo (marito della deputata del Pd Enza Bruno Bossio) ha programmato addirittura un incontro a Cosenza con Oliverio per “chiudere questa presentazione di lista”.

Dunque, come potete leggere tutti da questo atto ufficiale dei carabinieri il Sebi, come scrivevo io, ha preso i voti della cupola. Ora voglio vedere se Sebi denuncia anche i ROS. Perché a denunciare il nostro giornale non ci vuole niente.

Ma voglio farvi notare una cosa: anche in questo caso, dove è palese che il Sebi Romeo, insieme al suo compare De Gaetano, sono mafiosi (uno che prende i voti della mafia si chiama così), il Tribunale di Cosenza non perderà occasione per condannarci.

Anche se a dire le nostre stesse cose con tanto di atti, come nel caso del colonnello Ferace, sono la procura di Reggio Calabria e i ROS. Noi possiamo portare anche il Presidente della Repubblica a testimoniare a nostro favore ma per il Tribunale di Cosenza saremo sempre colpevoli.

GdD