Sergio Aquino accusa: “Ecco perché vogliono mettere le mani su Aci Cosenza”

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Che cosa si cela dietro la proposta di commissariamento dell’Aci Cosenza, che ha di fatto paralizzato l’attività dei soci, costretti a rinviare un appuntamento importante come la Coppa Sila? 

Il presidente Sergio Aquino non ha fatto nomi e cognomi ma ha lasciato chiaramente intendere quali sono i giochi di potere alimentati da personaggi che vorrebbero mettere le mani da protagonisti su una serie di progetti che l’Aci ha lanciato o sta per lanciare.

Insomma, qualcuno ha fiutato affari e per dare il via al piano ha programmato il commissariamento dell’Aci.

“Una richiesta senza alcun fondamento statutario, che mortifica l’Assemblea dei Soci – ha detto Sergio Aquino – pretestuosa e dannosa perché con la sua iniziativa il Presidente nazionale Sticchi Damiani ha paralizzato da oltre due mesi le attività dell’ACI Cosenza, pregiudicando così sia le attività quotidiane dell’Ente che quelle sportive già messe in cantiere dal Consiglio Direttivo”.

“Per questo motivo – prosegue Aquino – la XXXVIII edizione della Coppa Sila è stata rinviata a data da destinarsi, insieme a due delle tre gare di slalom già programmate per il 2016 ed al 1^ Campionato Sociale dell’AC Cosenza.Tutto ciò ha causato un cospicuo danno erariale e dell’immagine dell’Ente e dei singoli Consiglieri di cui qualcuno dovrà rispondere”.

“Lo scontro istituzionale è arrivato a livelli insopportabili – ha .commentato Aquino -. Ciliegina sulla torta, cartina di tornasole di cosa si stia muovendo dietro e sopra di noi, ieri, d’imperio e senza ascoltare il mio parere come previsto invece dallo Statuto, ACI ha rimosso il nostro direttore, l’avvocato Ferrazzo e lo ha sostituito ad interim con il direttore dell’Automobile Club di Taranto. Ma tutto questo, perché?”.

Aquino ha sottolineato che Aci Cosenza ha i conti in ordine.

“Non abbiamo dipendenti, ma abbiamo costituito una società, la Aci Service di cui siamo proprietari, che svolge per noi tutti i servizi richiestici da ACI nazionale, e chiude in attivo ogni anno”.

Ed è passato ad elencare i punti focali delle manovre di palazzo contro l’Aci Cosenza.

“La sicurezza stradale – ha ipotizzato Aquino – potrebbe essere uno dei motivi, a ben pensarci. C’è un grande business intorno alla sicurezza stradale, dalla prevenzione (vendita o noleggio di autovelox ai Comuni) alla stessa pulizia delle strade dopo un incidente. Si muovono cifre che potete immaginare, se solo pensate al numero spaventoso di incidenti ogni anno”.

Ma non solo. I soci dell’Aci Cosenza sono proprietari al 50% (l’altro 50% è di proprietà dell’Aci nazionale) di un  terreno all’ingresso dell’autostrada sul quale è stato redatto un progetto per una “cittadella della sicurezza stradale”, con tanto di circuito per la guida sicura, locali per l’insegnamento, per riunioni, corsi di aggiornamento e quant’altro“.

Per Sergio Aquino la realizzazione della cittadella “darà occupazione, secondo la formula che sarà scelta per la gestione, a trenta, quaranta o cinquanta persone e movimenterà somme consistenti se consideriamo che sarebbe la prima ed unica a sud di Roma. Forse mettersi davanti ai problemi e cercare di risolverli senza elemosinare una soluzione sviluppa gelosie e scardina equilibri consolidati. E chi fa questo, chi agisce così, deve essere fermato perché il Mezzogiorno deve restare terra di questuanti, di cervelli che vanno via e non luogo dove si realizzano idee all’avanguardia”. 

Sergio Aquino ha lanciato dunque il suo messaggio a chi sta facendo manovre sotterranee per soffiargli il posto di comando e gestire a suo piacimento le realizzazioni.

E’ sempre un po’ complicato fare nomi e cognomi ma non è un mistero che l’ex presidente di Aci Cosenza Giovanni Forciniti è stato quasi costretto a dimettersi qualche tempo fa: non deve averla presa bene ed è probabile che lui stesso insieme a qualche altro volpone che per il momento rimane mascherato, come sua consuetudine da decenni, stia brigando “politicamente” per fare il colpaccio.

Sergio Aquino ha denunciato a testa alta questo accanimento nei suoi confronti e ha così concluso: “Progetti di sviluppo nel campo dell’educazione stradale che vengono bloccati, competizioni storiche e di nuova istituzione che vengono cancellate, volontà dei soci che vengono mortificate, il lavoro dei consiglieri che viene vanificato. Fedele al mandato assembleare, lotterò in ogni grado di giudizio per difendere i diritti dei soci cosentini, dei rappresentanti delle scuderie, dei piloti e degli appassionati tutti: e lo farò consapevole che la nostra terra ha una speranza di sopravvivenza solo se resistiamo fino alla vittoria contro ogni prepotenza, da qualunque parte provenga”.