Serie A, il Crotone chiede di rinviare Chievo-Juve (la prima di Ronaldo)

Il FC Crotone, alla luce del nuovo deferimento nei confronti del Chievo (http://www.iacchite.com/caso-chievo-si-riapre-tutto-nuovo-deferimento/), oggi ha chiesto di spostare la sua prima partita stagionale in Serie B e contestualmente rinviare le prime due gare in A della squadra veneta.

La richiesta è stata inoltrata alla Figc dagli avvocati Elio Manica e Giancarlo Pittelli in seguito al rigetto della richiesta della stessa società, deciso ieri dalla Federazione, di rinviare l’inizio dei campionati. La nuova richiesta del Crotone è legata “a motivi di opportunità in relazione al fatto che i due gradi di giudizio della giustizia sportiva porterebbero ad una pronuncia dei giudici in tempi incompatibili con l’inizio del campionato di Serie A.

Il tutto – scrivono gli avvocati Manica e Pittelli – al fine di un effettivo ripristino della legalità violata in danno del Crotone e per scongiurare l’irrimediabile danno cagionato alla società dalla conduzione del procedimento sportivo”. I due legali del Crotone sottolineano, in particolare, “l’evidente frustrazione del significato e degli effetti della sanzione certa che sarà irrogata nei confronti della società deferita e della possibilità per questa di partecipare al campionato della massima serie in maniera illegittima per la quarta volta”. Il Crotone ribadisce anche la richiesta di “deroga alla clausola compromissoria per potersi rivolgere dopo le decisioni della giustizia sportiva anche alla giustizia ordinaria ai fini del risarcimento dei danni subiti”.

Com’è noto, la prima partita del Chievo in Serie A sarà proprio quella contro la Juve di Cristiano Ronaldo, già programmata per il 18 agosto come apertura ufficiale del campionato 2018-19 con tanto di grancassa mediatica per l’esordio in Italia del Campione portoghese.

Gianni Vrenna, presidente del Crotone, tuona in diretta su Radio Radio commentando la querelle con il Chievo Verona: “Abbiamo mosso tutti i nostri legali e le istituzioni per questa vicenda, abbiamo richiesto il rinvio di alcune partite del Chievo, sarebbe paradossale se i veronesi dovessero partecipare ad un altro campionato di Serie A dopo tutte queste plusvalenze false. Noi chiederemo che si fermi il Chievo Verona per arrivare alla fine del processo con tutta la situazione chiara, una società che per 3 anni di seguito è senza carte per iscriversi al campionato e trova escamotage falsando bilanci rispetto a società che fanno salti mortali per stare in piedi cercando di risparmiare. Non c’è competizione se da altre parti si falsano i bilanci. Fino a una settimana fa eravamo fermi sperando di fare un altro tipo di mercato, ma visti i tempi ormai lunghi stiamo cercando di mantenere il più possibile la squadra dello scorso anno e trovarne di nuovi che siano disposti a giocare in Serie B,  ma pronti al tempo stesso per la Serie A.

Campedelli? Durante Chievo-Crotone non l’ho incontrato. In Lega ci siamo visti ma non essendo a conoscenza di questi fatti non ci siamo detti nulla. La cosa che mi fa arrabbiare è che stiamo parlando di società che partecipano alla Serie A e questa è una cosa vergognosa, se volevano dare un taglio a queste operazioni fasulle potevano e possono ancora farlo. Noi siamo tra le prime società per il rispetto dei bilanci, cerchiamo di non fare mai il passo più lungo della gamba. Sono 25 anni che faccio calcio e nel momento in cui ho la fortuna di stare in Serie A cerco di mantenerla facendo molta attenzione, lavorando sui giovani e tenendo i contratti bassi, ma poi cosa vedo nelle altre società? Contratti super e acquisti di giocatori giustificati con false plusvalenze.

Le plusvalenze fatte da Cesena e Chievo sono tutti giovani senza contratto che ora hanno smesso di giocare, le operazioni finanziare erano praticamente inesistenti. Le plusvalenze sono l’anticamera del fallimento di tutte le società. Il Chievo potrà fare anche la Serie A nella prossima stagione, ma domani mattina, per coprire i 90 milioni di debito, la società fallisce come il Cesena, la Reggina e il Parma. È uscito fuori il problema perché per 3 anni di fila le società facevano finte operazioni per 23 milioni con giocatori del settore giovanile. Questo non è calcio, questo è un calcio falso. In una vicenda così importante, come si fa a sbagliare il vizio di forma? Non riesco a trovare una ragione e per far uscire una sentenza con vizio di forma non ci vogliono 8 giorni, ma 1. Come è possibile? Finiti i 3 gradi di giudizio se dovessimo soccombere non mi fermerò. Se fosse successo a Crotone, sarebbero scattate le manette. Al Crotone la Serie A è stata scippata due volte: una volta con il Var e la seconda volta con queste false plusvalenze”.