Sgarbi fa il testimonial dell’Umbria a Sanremo mentre i cosentini lo pagano

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Uno spot al Festival di Sanremo per dire che “l’Umbria è una terra sicura ed accogliente e ricca di tesori da scoprire”.

E’ una delle iniziative che la Regione Umbria ha deciso di lanciare per reagire all’impatto negativo del sisma (concentrato nell’area della Valnerina) su arrivi e presenze turistiche nel resto della regione. Il vicepresidente della Regione Umbria Fabio Paparelli, ha spiegato che quella del Festival di Sanremo è “la vetrina televisiva più importante da cui far partire un messaggio positivo che parli al grande pubblico”.

Lo spot è andato in onda nelle tre giornate centrali del Festival.

Forse vi starete chiedendo perché stiamo dando la notizia e vi togliamo subito la curiosità.

Il testimonial di questa “operazione umbra”, finanziata dall’UE e da fondi pubblici, certamente pagato con tutti i crismi, che è anche protagonista di un altro pacchetto di spot che valorizzano i tesori artistici dell’Umbria, è stato Vittorio Sgarbi e, come tutti sapete, il celeberrimo critico d’arte è anche assessore al Centro storico del Comune di Cosenza.

Cosa c’è di male? Beh, non è proprio elegante che un assessore pagato dai cosentini se ne vada in giro a guadagnarsi altri soldi per fare spot finanziati per… l’Umbria. Ma non solo. Occhiuto ha nominato Sgarbi assessore per avere “visibilità” nelle continue ospitate televisive del Nostro ma alzi la mano chi l’ha mai ascoltato parlare di Cosenza in queste sue infinite apparizioni televisive, a parte un tragicomico annuncio di “aver messo in sicurezza (!!!) il nostro centro storico.

Dunque, l’operazione di marketing studiata da Occhiuto con la presenza in giunta di Sgarbi, non solo è il fallimento che vediamo ogni giorno ma è anche una gigantesca presa per i fondelli. Di conseguenza, cosa sta aspettando il sindaco per dargli il benservito?

Forse aspetta che faccia ancora altri spot per tutte le regioni d’Italia? Speriamo di no.