Sibaritide, 3° Megalotto Anas: 1 miliardo e 300 milioni. Il diavolo e la ‘ndrangheta abitano qui

Se è vero che perseverare negli errori è opera diabolica, beh, in Calabria il Diavolo ha preso residenza.
Prendiamo un caso esemplare: il famoso (tristemente) 3° Megalotto Roseto Sibari.
Analizziamo una delle cosiddette Grandi Opere: 1 miliardo e 300 milioni di preventivo per una stradina di una trentina di chilometri. Un magna magna di proporzioni gigantesche e per di più in una zona dove già si sono scatenate sanguinose e cruente guerre di mafia per il controllo degli appalti. Non serviva certo un profeta per immaginare che se ne sarebbe scatenata subito un’altra e infatti due giorni fa è stato platealmente ucciso in pieno giorno uno dei boss della zona, Leonardo Portoraro. 

Il progetto attuale rappresenta il solito vantaggio per i politici e per la mafia. Come sempre fino ad oggi. E solo qualche mese fa è stato sciolto per l’ennesima volta – ovviamente per infiltrazioni mafiose – il Comune di Cassano Jonio. Il quadro, dunque, è desolante.

IL NUOVO PROGETTO

La nuova 106 “Jonica” è stata presentata meno di un mese fa a Sibari alla presenza di tutti i papponi del politici locali capitanati da Palla Palla. Viene integrata con l’A2 “Autostrada del Mediterraneo” grazie al completamento delle trasversali di collegamento, in parte già in corso di esecuzione, come la statale 182 “Trasversale delle Serre” e il Megalotto 4, nuovo collegamento Firmo-Sibari, e in parte già realizzate come la statale 280 “dei Due Mari”.

Sull’intero tratto della nuova 106 “Jonica” risultano ultimati, ad oggi, 150 km con l’ampliamento a quattro corsie e spartitraffico centrale, di cui 39 km in Puglia, 37 km in Basilicata, mentre nel tratto ricadente in Calabria sono stati adeguati complessivamente 74 km di cui 67 km con l’’ampliamento a quattro corsie e spartitraffico centrale e 7 km con adeguamento alla sezione tipo “C1”.

I lavori del Megalotto 3 che interessano circa 38 km, con un investimento complessivo interamente finanziato di oltre 1,3 miliardi di euro rappresentano l’anello mancante per il raggiungimento di un sistema integrato tra il corridoio adriatico-jonico-tirrenico. Il tracciato, tutto in provincia di Cosenza, si snoda tra Roseto Capo Spulico e la SS. 534 e si configura come uno degli elementi cardine nel progetto di trasformazione del Corridoio Jonico in un’arteria stradale di grande comunicazione con funzione di collegamento dei litorali jonici della Calabria, della Basilicata e della Puglia.
Per il Megalotto 3 Anas ha avviato le attività propedeutiche che riguardano la progettazione esecutiva e gli espropri. Completato l’iter approvativo, l’inizio dei lavori è previsto entro fine 2018.

I lavori in corso per la nuova SS.106, che interessano 17,7 km con un investimento complessivo di oltre 230 milioni di euro, riguardano invece il Megalotto 4 e la variante di Palizzi. Il primo è il raccordo tra l’inizio del Megalotto 3 al km 14 circa dell’attuale SS. 534 e l’A2 “Autostrada del Mediterraneo” in corrispondenza dello svincolo di Firmo, e prevede l’ammodernamento di 14 km della statale 534 “di Cammarata e degli Stombi” a strada extraurbana principale (2 carreggiate separate con 2 corsie per senso di marcia), per un valore complessivo di oltre 149 milioni di euro. Nell’agosto 2017 è stato aperto al traffico un primo tratto di circa 7 km e nel prossimo mese di luglio verranno aperti al transito i rimanenti 7 km dell’intero tracciato. Attualmente l’avanzamento dei lavori è pari al 92%.

LA STRADA DELLA POMPAPer fortuna in Calabria non esistono solo ‘ndrangheta e politici corrotti ma anche ambientalisti seri. E così, solo un mese fa, in contemporanea con la presentazione del nuovo progetto, il RASPA ha plasticamente incoronato la nuova grande opera come “strada della pompa”. 

La commissione, riunita in grande pompa in una stanza del Museo Archeologico di Sibari (ah, perché la spaventosa decisione non può che essere ratificata in un museo…), ha ormai deliberato riguardo al progetto e alla fattibilità del terzo megalotto della nuovissima strada statale 106. I sindaci del comprensorio, insieme ai grandi capi della Calabria, dell’ANAS e del consorzio appaltante, preso atto dell’effettivo stanziamento dei denari calati dall’alto, esultano gioiosi.

Sembra proprio così: la strada si farà! C’è chi dice che ci vorranno quattro anni per compierla, chi dice che ce ne vorranno sette o nove, ma tant’è, la strada si fa. Che euforia! Il gran consiglio ormai ha deciso e − preso atto delle esigenze dei vari capi, dei sindaci e dei loro lacchè − procederà a costruirla questa bell’opera. Si risolveranno, così, in un solo colpo tutti i problemi dell’alto Ionio: la disoccupazione cronica, l’isolamento, persino il turismo e la salute pubblica.

E noi poveracci a protestare, lasciati fuori dalla pompa del consiglio, dalle decisioni pomposamente prese, dalle decisioni della pompa, insomma. Allora la commissione, dopo aver banchettato a salumi e biscottoni, rompe le file, si disperde, uscendo alla spicciolata dalla camera di consiglio.

E’ inutile contestare ai sindaci che il progetto non potrà essere modificato una volta che sarà reso esecutivo; è inutile far pesare loro la propria insipienza, il proprio asservimento alle logiche del potere e della svendita; è inutile dire loro di assumere finalmente una posizione chiara e ufficiale sulla mostruosa strada, di riappropriarsi, almeno in parte, delle proprie funzioni. Loro e i loro capi diranno che così si è deciso nella pompa e che loro nulla possono.

Allora fatela questa strada della pompa; poi fatene un’altra e un’altra ancora. E tenetevi un territorio devastato dalla vostra brama! Gioite nel segreto dei vostri cortiletti, negli appezzamenti cementificati per i vostri amici e per i vostri figli.

Noi − oltre il cancello blindato dalla polizia − restiamo fuori. Noi non siamo accreditati. Eppure, siamo gli stessi che riveleranno ai vostri figli e ai figli dei vostri figli di quale abominio si sono resi colpevoli i loro padri.

Trebisacce, 10 maggio 2018

R.A.S.P.A. (Rete Autonoma Sibaritide Pollino per l’Autotutela)