lunedì 20 novembre 2017
Home POLITICA Sicilia, il governo Renzi-Berlusconi è già bell’e pronto

Sicilia, il governo Renzi-Berlusconi è già bell’e pronto

Advertising

Si è chiusa la campagna elettorale per le regionali in Sicilia in cui i colpi bassi, le critiche, i colpi di scena sono stati i protagonisti assoluti. Il grande assente? I programmi e le cose da fare per tentare di creare le condizioni di un reale rilancio della Sicilia. Gli elettori dovranno scegliere tra il “patto degli arancini” di cui il candidato della destra Musumeci è stato uno dei protagonisti, l’inconsistenza del M5S e del candidato Cancellieri, i quali l’hanno “buttata in caciara” e l’”invisibilità” del candidato del Pd Micari che sembra già scaricato dal partito del Premier Gentiloni. Gli altri candidati a presidente sia Fava per la Sinistra che La Rosa dei Siciliani Liberi non sembrano al momento ambire alla vittoria finale ma sicuramente potranno raggiungere un buon risultato. Sembra evidente che la scelta per gli elettori non sarà semplice ed è probabile che l’astensionismo la faccia da padrone. Anche perché in molti hanno capito cosa succederà. Come spiega bene l’articolo di Giuseppe Pipitone su Il Fatto Quotidiano,

Le larghe intese previste da più fronti dopo il voto nazionale sarebbero tenute a battesimo – ancora una volta – sull’isola, dove tutti i sondaggi vedono in vantaggio l’aspirante governatore del centrodestra Musumeci, tallonato da Cancelleri del Movimento 5 Stelle. Alcuni candidati all’Ars con il centrosinistra, però, sono già pronti a entrare in maggioranza subito dopo il voto. A confermarlo al fattoquotidiano.it sono tre autorevoli fonti politiche – esponenti di tutti gli schieramenti in campo – che hanno raccontato dei colloqui in corso tra destra e sinistra. 
di Giuseppe Pipitone – Il Fatto Quotidiano – 
Nello Musumeci che entra a palazzo d’Orleans come nuovo governatore. E un attimo dopo una serie di consiglieri regionali – pardon, deputati – appena eletti con il centrosinistra pronti a sostenere la nuova maggioranza di centrodestra senza passare neanche un secondo al’opposizione. Uno sforzo non troppo estremo dato che per molti di loro non si tratterebbe di tradimento ma di un semplice ritorno a casa. È lo scenario che si sta preparando in Sicilia per il day after delle elezioni regionali. Si vota il 5 novembre ma già per il 6 l’isola potrebbe rilanciare ancora una volta la sua faccia più ineffabile: quella di laboratorio politico nazionale. Dove esponenti del centrosinistra, e dello stesso Pd, sarebbero già pronti a collaborare col nuovo presidente eletto dalle destre di Matteo SalviniGiorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

La fonte interna al Pd conferma – Una copione destinato a ripetersi e che questa volta sarebbe agevolato dalla metamorfosisubita dal Pd di Renzi. “Il virus renziano ha reso fluido e quindi più debole il partito, riempiendolo di figure che vengono da altre esperienze politiche. Gente che ha migliaia di voti ma non può permettersi di non stare in maggioranza. Sono arrivati qui dopo il 40% delle europee: adesso che la sconfitta sembra inevitabilestanno già preparandosi per il dopo. In caso di vittoria di Musumeci non perderanno tempo a passare dall’altra parte: con la scusa della responsabilità di governo si faranno subito trovare pronti, in modo da partecipare alla spartizione delle varie poltrone in commissione, negli uffici di gabinetto e nei posti di sottogoverno“, spiega un storico esponente siciliano dei dem. “Il metodo – prosegue – sarà sempre lo stesso: prendere una delle liste-contenitore create a suo tempo per portare un po’ di deputati a Crocetta e spingerla verso Musumeci”.