Simeri Crichi, Codacons chiede il sequestro del pozzo: l’acqua è inquinata

Immesse nottetempo elevate quantità di cloro nelle tubazioni a servizio delle abitazioni
Simeri Crichi: Codacons chiede il sequestro del pozzo
L’Acqua risulta inquinata da coliformi e pseudomonas aeruginosa

Come sopravvivere all’acqua che sgorga dai rubinetti e che, sconsideratamente, proviene da un pozzo artesiano fortemente inquinato.
Questa è la titanica impresa che affrontano, ogni giorno, coloro che vivono nel popoloso Villaggio Eucaliptus sito nel comune di Simeri Crichi ad un tiro di schioppo dal capoluogo di regione.

Le abitazioni del villaggio, nonostante siano regolarmente collegate alla rete idrica comunale, di fatto vengono approvvigionate da un pozzo abusivo e inquinato.
Il Codacons, su richiesta di alcuni cittadini, ha provveduto a depositare una denuncia in Procura chiedendo, tra l’altro, che si proceda all’immediato sequestro del pozzo artesiano.
Riteniamo doveroso – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – che vengano accertate tutte le responsabilità di chi ha consentito che acqua prelevata da un pozzo, senza alcun controllo, fosse immessa nella rete pubblica per essere destinata al consumo umano.

Sono anni che i Cittadini chiedono spiegazioni sia all’Amministrazione del Villaggio che al Comune – prosegue la nota del Codacons – senza tuttavia riuscire ad ottenere garanzie circa la qualità delle acque.
Anzi, a dire il vero, qualche “sconsiderato” ha continuato a rassicurare sulla potabilità dell’acqua immessa (abusivamente) nella condotta comunale. Con ciò esponendo la popolazione a rischi enormi.
Lunedì scorso, infine, il Comune di Simeri Crichi ha emesso una Ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua.

A questo punto riteniamo doveroso che l’Ufficio di Procura voglia acquisire tutta la documentazione relativa a quel pozzo abusivo – continua Di Lieto – per comprendere come sia stato possibile immettere acque prive di alcun controllo, ed anzi fortemente inquinate, nella rete idrica comunale.
Ma v’è di più. Da esami effettuati dall’ASP emerge un ulteriore dato, se possibile, ancor più preoccupante. Parrebbe, infatti, che qualcuno abbia immesso elevate quantità di cloro nelle tubazioni a servizio delle abitazioni.

Il Codacons chiede alla Procura di fermare chi ritiene di giocare al “piccolo chimico” sulla pelle dei Cittadini.
I reati ipotizzati sono molteplici e vanno dall’avvelenamento delle acque, all’interruzione di servizio pubblico, dall’abuso d’ufficio fino al delitto contro la salute pubblica.
E tanto, per l’associazione imporrebbe il sequestro del pozzo artesiano “per l’accertamento dei fatti-reato nonché per la tutela della salute pubblica … prima che sia troppo tardi”.
Si chiede, inoltre, un provvedimento urgente che consenta all’intero villaggio di essere approvvigionato con acqua potabile per evitare i comprensibilissimi disagi conseguenti le elevate temperature di questa torrida estate.
E’ un preciso dovere – concludono dal Codacons – soprattutto se pensiamo ai bambini, agli anziani ed a coloro che hanno il fisico già debilitato dalla malattia che, con la calura estiva, sono costretti a non utilizzare l’acqua.