Statale 106, diciamo no alla costruzione del 3° Megalotto. L’appello-manifesto

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APPELLO-MANIFESTO

Diciamo No alla distruzione del territorio

Diciamo No alla costruzione del 3° Megalotto della s.s. 106

Il LUA (Laboratorio di Urbanistica e Architettura) − nel corso del suo ultimo incontro tenutosi a Trebisacce e a Oriolo negli ultimi giorni di luglio in presenza di significative rappresentanze delle Università italiane e delle categorie professionali del settore − e RASPA (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela) − da tempo impegnata in campagne volte alla tutela dei beni comuni e dei diritti civili − hanno unanimemente convenuto di rivolgere un forte appello-richiamo alla governance nazionale, regionale e locale, affinché, con riferimento alla progettata opera infrastrutturale dell’ANAS denominata 3° Megalotto Sibari-Roseto, recentemente approvata dal Consiglio Superiore dei LL.PP., ne venga modificato il previsto tracciato, composto da quattro corsie di marcia, realizzato in parallelo alla esistente s.s. 106, già parzialmente ammodernata, all’ulteriore tracciato della vecchia s.s. 106 e articolato prevalentemente in tratti in rilevato, trincea e mega viadotti, dal devastante impatto ambientale.

L’opera in questione potrebbe agevolmente essere realizzata con adeguamento del tracciato esistente, evitando di costituirsi come un’insanabile offesa, anche visiva, ai valori paesaggistici del territorio, costituiti dagli splendidi terrazzi marini, dalle originali formazioni calanchive, dalle aree pinetate, dalle fiumare, per non parlare dei siti archeologici, ritenuti tutti, a buon titolo, scenari viventi, sensibili e patrimonio identitario, culturale e produttivo delle popolazioni insediate, per buona parte sottoposto a vincolo paesaggistico e archeologico.

L’appello mira a richiamare l’attenzione dei decisori sulla necessità di salvaguardare identità, patrimonio naturalistico, valori del paesaggio, delle emergenze archeologiche, evitando di barattarli con scelte sconsiderate, di pura rapina al territorio, sicuramente di retroguardia e reazionarie, che sembrano privilegiare interessi di parte e assecondare maldestramente la fame di lavoro.

Ricordando che il paesaggio è oggetto di tutela primaria anche per la Repubblica Italiana, e che così dovrebbe essere anche in Calabria, si è fiduciosi che le ragioni evidenziate (cui si aggiungono ulteriori considerazioni in ordine al contenimento dei costi, alla necessità di non abbandonare all’incuria l’esistente tracciato e di fare comunque salve le opportunità occupazionali) possano indurre le competenti autorità a rivalutare, alla luce delle valutazioni evidenziate, il nuovo tracciato della s.s. 106.

Il presente appello-manifesto, proposto congiuntamente da LUA e da RASPA, è sottoscrivibile dai cittadini, dalle associazioni e dagli organismi istituzionali che volessero aderirvi. Per farlo, basta inviare una e-mail, entro le ore 12 del 5 settembre 2017, al seguente indirizzo ([email protected]) con l’indicazione precisa del sottoscrivente. Sempre il 5 settembre p.v., alle 17 e 30, LUA e RASPA dedicheranno alla questione un incontro informativo aperto al pubblico, presso la sala congressi del centro polifunzionale di Villapiana (CS). Alla riunione saranno invitati i sindaci coinvolti nel progetto dell’opera, chiamati a un’assunzione di responsabilità definitiva riguardo all’opportunità o meno dello scempio ambientale e paesaggistico che il territorio dovrà subire, e, in qualità di relatori, Rosanna Anele, presidente del LUA, Domenico Gattuso, professore di trasporti presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Ferdinando Laghi, medico da tempo impegnato nella tutela dell’ambiente, e Mario Pisani, professore di architettura presso l’Università degli Studi della Campania.

Trebisacce, 1° settembre 2017

APPELLO-MANIFESTO PROPOSTO DA

LUA (Laboratorio di Urbanistica e Architettura)

RASPA (Rete Autonoma Sibaritide e Pollino per l’Autotutela)