Strage Isis a Dacca, 10 italiani uccisi

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New Delhi – Strage di italiani a Dacca. Secondo quanto apprende l’AGI, sono 10 i connazionali morti nel bar-ristorante nel cuore della capitale del Bangladesh attaccato da un commando di terroristi. L’unico superstite e’ Gianni Boschetti, che era riuscito a fuggire dal giardino. E’ in corso il riconoscimento delle corpi delle vittime presso l’obitorio dell’ospedale di Dacca.

Al momento dell’attacco, nel locale c’era un tavolo di italiani: erano in 11 a cena. Tra loro, appunto, anche Boschetti, che dunque sarebbe l’unico superstite della compagnia. La Farnesina ha confermato la “probabile presenza di italiani tra le vittime”.

A mettere fine all’incubo è stato un blitz delle forze di sicurezza bengalesi, che hanno messo in salvo 13 ostaggi e ucciso sei miliziani. “Abbiamo ucciso sei terroristi”, ha affermato Tuhin Mohhammad Masud, comandante delle unità di elite di intervento rapido, mentre uno sarebbe stato catturato.

bangladesh-6752Masud ha dichiarato che alcuni membri del commando potrebbero essere riusciti a fuggire: “Abbiamo il controllo dell’area principale in cui erano presenti, ma alcuni potrebbero essere scappati altrove”, ha aggiunto. Secondo l’alto ufficiale dell’esercito Shahab Uddin “la gran parte delle vittime sono italiani e giapponesi.  Il governo dello Sri Lanka ha riferito che due connazionali sono tra gli ostaggi salvati.
Intanto arrivano i primi raccapriccianti particolari della strage:  il generale Nayeem Ashfaq Chowdury, capo delle operazioni militari, ha spiegato che si è trattato di una esecuzione avvenuta a colpi di armi affilate, probabilmente di machete.

Alcuni ostaggi, riferisce il Bangladesh Daily Star, sono stati risparmiati perché conoscevano versi del Corano, mentre altri sono stati torturati. Il testimone che ha riferito questo particolare è Rezaul Karim, padre di uno degli ostaggi, Hasnat Karim che insieme agli altri è rimasto oltre dieci ore nel ristorante. “Gli assalitori non si sono comportati male con i connazionali del Bangladesh – ha riferito Rezaul Karim – controllavano la religione, chiedevano a ognuno di recitare versi del Corano. Quelli che sapevano recitarli venivano risparmiati, gli altri torturati”.

L’operazione delle forze di sicurezza è scattata intorno alle quattro del mattino (ora italiana), circa diecore dopo la presa di ostaggi, e si è conclusa verso le 6.30. Il blitz è stato accompagnato da esplosioni e sparatorie.

A poca distanza dal luogo della strage, sempre nel quartiere diplomatico di Dacca, fu freddato a colpi d’arma da fuoco mentre faceva jogging il cooperante Cesare Tavella 

AGI