“Sviluppo Parenti”: la genesi del malaffare (di Gabriele Carchidi)

Pino Gentile con Roberto Occhiuto

di Gabriele Carchidi

25 luglio 2007

Un elenco di trentaquattro nomi. Tutti parenti di politici riconducibili al centrodestra e al centrosinistra (qualcuno ha anche militato in entrambi i campi), di magistrati, dirigenti regionali e persino di un capitano della Guardia di Finanza e di un maresciallo.

Il sistema delle assunzioni clientelari a Sviluppo Italia Calabria supera di gran lunga ogni possibile previsione. Un’azienda costruita su misura per tanti figli e nipoti eccellenti. Con netta prevalenza di “figli di papà”, i cui padri sono stati pronti a barattare nomine, promesse di finanziamenti e chissà quanto altro sull’altare del ” posto sicuro”.

Uno scandalo che supera abbondantemente ogni “parentopoli” nella nostra regione. Il sistema va avanti ormai dal 1999, cioè dai tempi del Bic Calabria. E dire che il ” numero uno” Francesco Samengo, almeno all’inizio, aveva i suoi bravi problemi a uscire indenne dalle interrogazioni parlamentari del Polo che l’accusavano di assunzioni clientelari ” favorendo oltre ogni limite parenti e affini”.

Leggendo la lista , è chiaro che molti esponenti del centrodestra saranno stati “addomesticati” grazie a qualche provvidenziale posticino. Ma, a parte questo occasionale incidente, nessuna forza politica si è mai sognata, col passare degli anni, di criticare l’opera dell’incubatore di imprese.

Considerato, che anche la sinistra, finanche quella più “irriducibile” non ha rinunciato a “piazzare” figli, fratelli e nipoti. Il sistema di assunzioni, del resto, funzionava a meraviglia. Anzitutto, nessun concorso che potesse nascondere qualche “combine” , ma una sana chiamata diretta. E poi tanti progetti : i vari Comuni si mettevano mani di Sviluppo Italia e, sempre più spesso, conquistavano qualche assunzione. Allo stesso modo degli assessorati regionali.

Tutte le Giunte e i consiglieri regionali che si sono succeduti , hanno sempre “infilato” i loro protetti. Una “rete clientelare” che si è spalmata con grande soddisfazione di tutto l’arco politico nelle cinque sedi calabresi di Sviluppo Italia. Figurarsi cosa accadeva poi nei periodi caldi delle campagne elettorali.

Si racconta addirittura che qualche sede veniva chiusa per fungere da segreteria ai grossi calibri dell’Udc. Voto di scambio? Una regola non scritta ma ampiamente praticata.

Ma cosa fanno i tanti figli di papà inseriti nella struttura di Sviluppo Italia? Qualche tempo fa le telecamere di “Report” sono entrate nei santuari dell’Agenzia per lo sviluppo dell’impresa e l’attrazione degli investimenti. I cronisti hanno provato a chiedere ai dipendenti quali attitudini avessero, in quali attività fossero impegnati nelle ore di lavoro, e per tutta risposta, ricevevano monosillabi o negazioni.

Uno spaccato, già parecchio eloquente della realtà di quegli uffici. Nei quali conta soltanto la raccomandazione e non certo la professionalità. La raccomandazione stabilisce, naturalmente, anche il ruolo.

Se sei figlio o sorella di un sottosegretario avrai un livello più alto, se sei fglio di un consigliere regionale ti accontenterai di qualcosa di meno. Ma sempre con un bel contratto a tempo indeterminato e con la possibilità di timbrare il cartellino alle 9 e andare dove vuoi per tutto il giorno. La mission, gli investimenti, le strategie si discutono in altri luoghi, laddove si decide il flusso dei finanziamenti verso le imprese “amiche” . Negli uffici no. Lì regnava e regna la più grande armonia. Uno per tutti, tutti per uno.

Accomunati dalla voglia di passare il tempo nella maniera più gradevole possibile in attesa di prendersi il sudatissimo stipendio. Storie di Calabria. Una Calabria nella quale i sindacati hanno sopportato questo vergognoso andazzo senza alzare mai un dito. Solo silenzio accomodante. O il solito richiamo alla prassi della raccomandazione. Eppure questo elenco che pubblichiamo oggi lo conoscono fin troppo bene. Avrebbero dovuto indignarsi, gridare alle “assunzioni selvagge”. Niente di tutto questo. Non una parola su quelli che non hanno neanche un titolo di studio adeguato per occupare quel posto. Non una parola sul ruolo che hanno assunto. Solo silenzio.

I sindacati non hanno fatto sentire la loro voce neanche per tutelare i poveri precari che rappresentavano l’anello debole dei dipendenti di Sviluppo Italia. Anzi, hanno contribuito anche loro a farli tutti fuori per creare spazio ai figli di papà. Dovunque si parla di stabilizzare i precari. A Sviluppo Italia no. Non c’è ne bisogno. Tanto anche loro sanno che funziona così. Nella grande lista leggete nomi e cognomi illustri. Politici di destra e di sinistra. Tutti d’accordo nello sfruttare i posti di lavoro così gentilmente concessi a tutta la classe politica. La curiosità più grande? Verificare chi proverà a difendersi. E con quali motivazioni.

TUTTI I PARENTI ASSUNTI A SVILUPPO ITALIA :

PAOLA SANTELLI – Sorella ex sottosegretario alla Giustizia e attuale deputato di Forza Italia Jole;
CECILIA RHODIO – Figlia di Guido, ex presidente della regione, democristiano;
ANITA AMATRUDA – Figlia di un ex giudice di Lamezia;
NERINA PUJIA – Figlia dell’ex parlamentare DC Carmelo;
GIORGIO PECORARO – Figlio del Dirigente regionale Domenico;
DANIELE IOVENE – Fratello del Senatore Nuccio ( Ds, ora coordinatore regionale di Sinistra democratica;
LUCIANA SGRO’ – Figlia del Dirigente regionale alla Sanità Andrea;
MARCO ALOISE – Esponente di Alleanza Nazionale, Candidato Sindaco a Paola nel 2003;
CARLO CALIGIURI – Figlio dell’ex consigliere regionale Enzo (DS);
LUIGI CAMO – Figlio dell’ex senatore dell’Ulivo Geppino, ora Presidente della SORICAL;
GIOVANNA CAMPANARO – Nipote dell’ex deputato A. Nucci e dell’ex assessore regionale Giampaolo Chiapetta;
GIANLUCA IULIA – Fratello del giudice di Acri Salvatore;
PIETRO CICERO – Nipote dell’ex segretario provinciale di AN Gabriele Limido;
GIUSEPPE COPANI – Figlio del giudice Carmelo;
ANDREA COSTABILE – Nipote dell’ex assessore regionale e attuale Senatore Udc Gino Trematerra;
EMILIO DE BARTOLO – Assessore Comunale DS a Rende e figlio ex assessore Giuseppe;
ARMANDO MASCARO E ANNA BONOFIGLIO – Figlio e nipote dirigente regionale “Totolino” Mascaro;
GIADA FEDELE – Moglie del Vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Occhiuto (Udc);
MARIA LAURA FUNARO – Nipote del’ex consigliere regionale democristiano Ernesto;
STEFANIA IANNICELLI – Figlia del capitano della Guardia di Finanza di Cosenza;
ROSELLA MARZULLO – Moglie di un giudice di Castrovillari;
SANDRO MAZZUCA E FAUSTA D’AMBROSIO – Marito e Moglie, nipoti di Pino e Antonio Gentile ( F.I.);
ANTONIO MINGRONE – Nipote dell’ex deputato G. Battista Caligiuri ( Forza Italia);
GIOVANNA PERFETTI – Figlia dell’ex consigliere regionale Pasqualino;
ANGELO SCOLA – Autista del senatore Udc Gino Trematerra;
OLGA RIZZA – Figlia dell’ex Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico;
RITA FEDELE – Cugina del deputato di Forza Italia Luigi;
ANTONIO SENATORE – Figlio dell’ex sindaco di Crotone Pasquale;
SABRINA ROMEO – Nipote dell’ex consigliere regionale del Psdi Paolo;
DANIELE SENISE E ALBERTO SIFONETTI – Nipote e cognato dell’ex sindaco di Cassano Ionio Roberto Senise;
DOMENICO PERRONE – Figlio dell’ex maresciallo di Cassano Ionio.