Tallini lecca il culo a Gratteri

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Di tutto lo schifo che c’è all’interno del suo partito, Forza Italia, al politico di professione Tallini non gliene frega niente.

Quello che lo preoccupa, non sono i suoi amici mafiosi presenti nel suo partito, vedi l’inchiesta di Reggio Calabria, ma gli spinelli. E per farsi bello agli occhi di Gratteri lancia strali all’indirizzo del sottosegretario Della Vedova, colpevole di non essere d’accordo con il procuratore capo di Catanzaro in materia di legalizzazione delle droghe leggere.

Pensa, Tallini, che così dicendo, magari riesce ad ingraziarsi il dottor Gratteri  su eventuali indagini in Calabria che vedono il suo partito al centro dell’attenzione dell’antimafia.

Come a dire: io difendo te e tu difendi un po’ tutti noi. Un partito, quello di Forza Italia, che come si sa, in Calabria ha molti affiliati alla ‘ndrangheta. E poi la maggior parte dei loro deputati e senatori sono dei cocainomani. Dunque: da quale pulpito viene la predica.

Ma Tallini non è preoccupato della tossicodipendenza dei suoi colleghi politici. Tallini è preoccupato per la salute dei giovani italiani che da una eventuale legalizzazione delle droghe leggere potrebbero anche loro intraprendere la via della tossicodipendenza.

Ma non sa Tallini che per fermare il narcotraffico basterebbe rivolgersi ai  suoi amici deputati mafiosi che con i narcotrafficanti fanno affari.

Tallini è il simbolo dell’ipocrisia politica di questa nazione. In tv e sui giornali fa il buon padre di famiglia che si preoccupa della gioventù, ma poi non dice una sola parola sulle frequentazioni mafiose dei suoi amici di partito.

Quelli che realmente rubano il futuro ai giovani calabresi, altro che cannabis!

Infatti sul terremoto giudiziario di Reggio che coinvolge il suo partito non ha proferito parola. Ben si è guardato dal commentare. Perché sa che la paranza non si tradisce. E per darsi un tono da legalitario tira fuori la delegittimazione dell’attività dei magistrati che il senatore Della Vedova avrebbe avallato criticando la posizione del dottor Gratteri.

Ovviamente a delegittimare la magistratura, per Tallini, non sono i mafiosi del suo partito, i corrotti a tutti i livelli nella pubblica amministrazione, non sono questi a delegittimare la magistratura, sono i consumatori di spinelli.

E’ chiaro che Tallini tiene fede al patto di omertà stipulato con la sua paranza, per cui non lo sentirete mai parlare di ‘ndrangheta politica, e per nascondere ciò si traveste, come di consuetudine nel suo partito, da moralista. Salvo poi, la sera, a telecamere spente e taccuini chiusi, darsi (tutto il suo partito) alle orge (di potere) più sfrenate di cui il suo capo è stato il fondatore. Quello di Tallini, per chiudere, è un partito dove ha sempre regnato l’immoralità, e sentirsi fare la morale da questi, francamente, è come sentire Hitler parlare di umanità. Tallì, ti do un consiglio: fatti una canna e vedrai che dopo ti sentirai meglio.

GdD