Terremoto nel Centro Italia, allestita una colonna mobile anche dalla Protezione Civile calabrese

Advertising

“Non è il terremoto che uccide ma sono le case costruite male che crollano ed uccidono”.

La Protezione civile regionale della Calabria ricorda le responsabilità umane nelle tragedie naturali come il terremoto di questa notte nel Centro Italia e spiega: “La tecnologia consente di costruire case in grado di resistere a forti terremoti. In Giappone, dove i grattacieli sono progettati per resistere a terremoti di magnitudo 8, un terremoto di magnitudo 6 come quello di Amatrice non farebbe neanche notizia. In Calabria le oltre 140.000 case abusive censite dall’Agenzia delle Entrate, costruite senza alcun progetto, non avrebbero scampo. In queste case vive quasi un quarto della popolazione calabrese“.

Altro dato preoccupante è quello delle “migliaia di edifici, tra cui ospedali e le scuole dove vanno i nostri figli, definite ad alta vulnerabilità dal “Rapporto Barberi”, un report nazionale sulle condizioni strutturali dell’edilizia pubblica. E poi ancora le decine di migliaia di case costruite con tanto di progetti ma su cui sono stati realizzati vari abusi edilizi. E perciò -coclude la Protezione civile regionale – facciamo gli scongiuri e non prendiamocela con il fato”.

Intanto, la Prociv Calabria ha allestito la colonna mobile pronta a partire per portare aiuto alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma della scorsa notte.