Terremoto nel Centro Italia, quello che sappiamo finora

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È di 38 morti accertati, qualche centinaia di feriti e oltre 100 dispersi il bilancio provvisorio del terremoto che martedì notte ha devastato i comuni di Amatrice e Accumoli (in provincia di Rieti) e Arquata del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno).

Ma potrebbero essere almeno 63, finora, incrociando i dati ufficiali con quanto hanno constatato gli inviati dell’ANSA sul posto, le vittime del terremoto. In particolare, i morti ad Amatrice (Rieti) sono almeno 35: le salme sono state depositate in due cortili. Altri 11 morti si sono avuti ad Accumoli, sempre nel reatino. Sono invece 17, ultimo dato aggiornato, le vittime portate nell’ospedale di Ascoli Piceno. Fra di loro, oltre alle persone morte ad Arquata e Pescara del Tronto, c’è anche una bimba di Arquata del Tronto estratta viva dalle macerie ma deceduta in ospedale.

• La scossa più violenta è stata di magnitudo 6,0 e si è verificata alle 3,36 con epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice (Rieti) e profondità a 4 km. Altre violente scosse sono state registrate alle 4.32 (magnitudo 5.4, epicentro Norcia) e alle 4.33 (mag. 5.1, epicentro Accumoli). Oltre 50 finora le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore. È il terremoto più grave dopo quello dell’Aquila del 2009.

Una nuova scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l’area alle 13.50. «Dobbiamo abituarci a questo susseguirsi di scosse, tendenzialmente con magnitudo decrescente», ha detto Titti Postiglione, responsabile de dipartimento emergenza della Protezione civile.

• Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha detto che «metà paese non c’è più». Una dichiarazione ripresa dai media di tutto il mondo.

Sono attivi i numeri della Protezione civile: 800 840840 e 803555

• Il premier Matteo Renzi , che ha seguito da Palazzo Chigi le operazioni di soccorso, ha ringraziato «chi ha scavato a mani nude» e ha annunciato che sarà nella zona colpita nel tardo pomeriggio. «Non lasceremo nessuno da solo, nessuna famiglia, nessun Comune, nessuna frazione», ha detto.

Papa Francesco, «fortemente commosso», ha rinviato la catechesi dell’udienza del mercoledì e ha espresso «grande dolore e vicinanza alle persone presenti in tutti i luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura».

• Il ministero dell’Economia ha reso noto che il Fondo per le emergenze nazionali dispone di 234 milioni che saranno utilizzati per la gestione delle esigenze immediate. Francia e Germania hanno offerto il proprio aiuto. Il presidente della Commission Jean-Claude Juncker ha detto che l’Ue è pronta a fornire all’Italia «assistenza in qualsiasi modo possiamo». La Cei ha stanziato 1 milione di euro per l’emergenza.