“The Voice”, il grande ritorno della cosentina Stefania Calandra

Ieri sera, mentre stavo guardando distrattamente il talent “The Voice of Italy” su Raidue, vedo una donna che canta distintamente le note della canzone popolare cosentina “‘Na Gulia” che noi conosciamo meglio con le parole d’avvio “Tata ca muaru”. Solo qualche secondo ed ecco che si materializza Stefania Calandra, nota e bravissima artista e blueswoman cosentina trapiantata a Roma della quale non si sentiva più parlare da qualche tempo. Il motivo l’ha spiegato direttamente lei, rivelando di aver combattuto e vinto una difficile battaglia contro una malattia. E così oggi, a 50 anni (portati alla grande), la bella Stefania è tornata a fare musica nel talent della Rai, con il solito, grande successo.

Sì, perché Stefania ha fatto centro esibendosi con un pezzo del tutto inusuale per chi affronta i provini dei talent (ora si chiamano blind audition), “Tango Romano” di Ettore Petrolini, accompagnandosi con la sua inseparabile chitarra acustica. Ha una gran voglia di rimettersi in gioco e la sua voce dal timbro graffiante e decisamente diverso da quello degli altri, colpisce nel segno. Per lei, dopo un’iniziale titubanza, si sono girati tutti i giudici di “The Voice of Italy”: Al Bano, Renga, J-Ax e Cristina Scabbia. Al Bano è il primo che preme il bottone e le fa subito grandi complimenti, Renga riconosce il “tango” di Petrolini e le dice brava per la scelta e J-Ax afferma che “la sua voce ha i lividi” per rimarcare quanto cantando qualcuno possa trasmettere il suo vissuto. Stefania è visibilmente emozionata e alla fine sceglie Al Bano, per il cui team canterà nelle prossime puntate del programma. Dove si incrocerà con un’altra cosentina (per metà nigeriana), Elisabetta Eneh, che la settimana scorsa è stata reclutata da Cristina Scabbia. Ma chi è Stefania Calandra? Per noi cosentini ormai ultracinquantenni è una sorta di icona, una “ragazza” della quale siamo stati e saremo ancora orgogliosi. Dal suo sito leggiamo testualmente: “… Artista poliedrica, nonché attrice della scuola di Gigi Proietti, è calabrese e precisamente cosentina. Ha una voce roca e potente, che rispetta le sacre regole del blues ma si adatta ad altri generi: con The Scurvy Brothers rilegge il rock degli Steely Dan, con i Blues in Vein esplora la storia del blues. Al suo attivo vanta partecipazioni internazionali con Lionel Richie, Phil Collins, Johnny Winter,  Albert Lee, Shemekia Copeland, Bobby Dixon, Deborah Coleman, Earl Thomas, T.M.Stevens, Keith G. Brown, Nine Below zero, Marquise Knox, Joyce E. Yuille. In ambito nazionale con Massimo Ranieri Zucchero Sugar Fornaciari, Alex Britti (con la sua “band” la ricordiamo in un gran bel concerto proprio a Cosenza negli anni Novanta, ndr) e Raf, solo per citarne alcuni, ma soprattutto esprime una grande versatilità a tutta l’arte in generale.
Formatasi al centro internazionale di danza di Cosenza di Isabella Sisca, vince la borsa di studio  presso la scuola diretta da Gigi Proietti e inizia a partecipare a tournée teatrali dello stesso Proietti, Alvaro Piccardi e G. Patroni Griffi. La si vede anche in televisione in varie fiction televisive, in spettacoli di successo come Fantastico nella figura di Prima Ballerina, e al cinema con Ricky E Barabba per la regia di Christian De Sica…“.

E non solo. La nostra blueswoman è anche entrata in finale all’IBC di Memphis, il più importante festival blues internazionale, ed è considerata la nuova Bonnie Raitt, dopo aver rappresentato l’Italia fino alla vittoria della finale nazionale nella sezione “duetto/solista” nell’ambito del Roots and Blues Festival di Parma, del luglio del 2007.

Insomma, una grandissima, che ha lottato per anni contro quella brutta malattia, ha vinto e adesso ritorna con tutta la sua infinita bravura. Forza Stefania, da oggi abbiamo tutti un motivo in più per guardare “The Voice”. 

Gabriele Carchidi