Tragedia a Sangineto, tre indagati per la morte di Gabriele

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Non erano ancora le 17.00 di venerdì pomeriggio quando Gabriele Bono, il ragazzo di 12 anni tragicamente scomparso sul campo di calcetto della comunità educativa “Lo scoiattolo” di Sangineto, era insieme ai suoi compagni e stava per iniziare la partita del giorno.

Pare che Gabriele si sia aggrappato o arrampicato alla traversa della porta di calcetto del campo, rimanendo con un piede impigliato nella rete. Nel tentativo di liberarsi avrebbe cominciato a scuotere la rete fino a precipitare a pancia in giù. La traversa non avrebbe retto il peso, finendo sul collo del ragazzino.

Immediata la reazione degli operatori della struttura, che hanno chiamato i soccorsi. Preoccupati, però, per le condizioni del ragazzo, lo hanno caricato in auto nella speranza d’incrociare l’autoambulanza. Così è stato. Ma già dal primo soccorso, le sue condizioni sono apparse critiche, tanto d’allertare l’elisoccorso provinciale che purtroppo non è riuscito a raggiungere, a causa delle avverse condizioni climatiche, l’Ospedale Civile di Cetraro.

Qui, intorno alle 18.00 di venerdì, Gabriele ha giocato la sua ultima partita, la più importante quella della vita. E purtroppo l’ha persa.

In paese e nella vicina Cittadella del Capo, dove frequentava la Terza media dell’Istituto Comprensivo “Rizzo”, conoscevano tutti quel ragazzo dal corpo esile e dagli occhi castani, giunto dalla provincia di Reggio Calabria e che aveva trovato in quella casa famiglia, insieme alla mamma e agli altri fratelli, un rifugio a situazioni di disagio sociale e familiare.

Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per la sua morte.

Nel fascicolo aperto dalla procura di Paola sono finiti il legale rappresentante della struttura  e due educatori. Al momento non sembra siano state formulate precise contestazioni a loro carico. Nelle prossime ore, il pm di Paola Anna Chiara Fasano potrebbe procedere a conferire l’incarico al consulente che dovrà effettuare l’autopsia, verosimilmente domani, sul corpo del ragazzino, originario di Seminara nel Reggino e da pochi mesi ospite della comunità. All’esame autoptico parteciperanno anche i consulenti nominati dalla difesa. I risultati sono attesi entro sessanta giorni.

Intanto gli investigatori continuano ad ascoltare persone informate sui fatti. A cominciare dai ragazzi spettatori della tragedia.