Tribunale di Cosenza: lasciate ogni speranza, voi ch’entrate (di Sandro Daniele)

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“Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”

Dalla Divina Commedia Inferno-Canto terzo

Questa sarebbe la frase ideale che dovrebbe capeggiare sull’edificio del Tribunale di Cosenza al posto di “Palazzo di Giustizia”; magari per gli amici degli amici, massoni, politici, banche,  imprenditori corrotti, parenti ed affini di chi esercita il potere giudiziario non sarà così ma, per me che non ho santi in paradiso e sono ingiustamente perseguitato da quasi un ventennio da alcuni “signori” senza scrupoli e molto spesso, ahimè, privi di competenze professionali, certamente sarebbe molto più appropriata!

“Per me si va nella città dolente”

“Per me si va nell’eterno dolore”

“Per me si va tra la perduta gente”

Io considero il Tribunale di Cosenza come un inferno dantesco dove tutti  sono dannati non solo gli imputati, sia colpevoli che innocenti, ma anche tutti i protagonisti ed addetti ai lavori, siano essi buoni o cattivi, onesti o corrotti, avvocati, magistrati, cancellieri, ecc. ecc. costretti ad operare in un ambiente lavorativo moralmente e giuridicamente degradato nonché fortemente condizionato da alcuni personaggi poco perbene adeguandosi, solo in alcuni casi loro malgrado, ad un andazzo che con la giustizia non ha nulla a che vedere!

palazzoUna sentenza si deve rispettare solo se scaturisce da un giusto processo che come recita l’articolo111 della nostra Costituzione “si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”, certamente non dovrebbe essere condizionata da ingerenze   della procura, da istituti di credito o ancora peggio da interessi od inimicizie personali o familiari o, più banalmente, da una semplice antipatia e/o pregiudizio nei confronti dell’imputato.

Nella Divina Commedia Dante Alighieri, al canto terzo, descrive la porta e l’entrata dell’inferno e la pena per coloro che “vissero senza opere di fama degne”, sdegnati anche da Dio che è misericordia e giustizia, e che sono ritenute oltremodo insignificanti tant’è che Virgilio, sempre nell’inferno, al verso 51, descrive come coloro chevisser sanza ‘nfamia e sanza lodo”.

Fama di loro il mondo esser non lassa, Misericordia e giustizia gli sdegna: Non ragioniam di lor,  ma  guarda e passa

Effettivamente di questi ignavi ed abulici pusillanimi, che anche Dio ignora, non vale la pena parlarne ed a tale conclusione arrivano Dante e Virgilio ed il disprezzo nei loro confronti è tale che il sommo poeta li colloca nell’antinferno non ritenendoli nemmeno degni di stare con i dannati.

Il concetto riportato all’attualità, ed al mio caso specifico, vuol significare che coloro i quali non prendono una decisione in perfetta autonomia e per ignavia e quieto vivere si lasciano condizionare da un sistema corrotto, consentendo l’annientamento psicofisico di una persona perseguitata e palesemente innocente, sono peggiori dei dannati destinati all’inferno.

Ma mentre Dante e Virgilio possono andare oltre ed ignorare costoro io non posso sottrarmi a “ragionar di loro” ed addirittura alzarmi anche in piedi quando, dopo essersi ritirati, ritornano in aula ed in nome del popolo Italiano leggono una sentenza infame ed ingiusta.

carabNel mio ultimo articolo del 14 ottobre u.s., dove ho parlato della Nemesi, ho raccontato anche della limitazione della mia libertà personale che mi è stata inflitta a causa di false dichiarazioni del carabiniere Miele Luigi, da me puntualmente denunciato volendo continuare, caparbiamente, a confidare nella giustizia (locale) che, evidentemente, per qualcuno è diventata un’optional  e subordinata ad un meschino corporativismo giudiziario cui alcuni ignavi  non riescono a sottrarsi.

Ma come si può continuare credere che alcune pazzesche decisioni possano scaturire da un personale e libero convincimento ed in totale applicazione dei codici (civile e penale) o che, invece, non siano prese per i motivi più abietti

Vi ricordate la mia domanda circa l’epilogo della vicenda del carabiniere bugiardo quando mi chiedevo cosa avrebbe fatto il gip Ferrucci Giuseppa Anna?  Riporto il passaggio:

“La proposta di archiviazione perché tutto finisca a “tarallucci e vino” è stata depositata dal solerte sostituto procuratore Cava Giuseppe benché le falsità sottoscritte nell’ atto pubblico dal carabiniere querelato fossero state ben evidenziate ed ampiamente documentate nella mia denuncia.

Da dove egli abbia appreso che io sarei una persona senza reddito che “vive abitualmente con i proventi di attività delittuose” non è dato sapere atteso che percepisco, dall’ anno 2012, dopo quaranta anni di servizio, una pensione da bancario di importo medio-elevato; per quanto attiene ai proventi “ illegali”  mai  mi  è stata contestata e/o accertata la provenienza illecita  anche di un solo centesimo.

Nell’ ignobile informativa il carabiniere attribuisce al sottoscritto, ad abundantiam, pendenze giudiziarie inesistenti; viene indicato un mio deferimento per reati per i quali non sono mai stato neppure indagato.

Cosa deciderà il gip? Si tapperà gli occhi, le orecchie, la bocca ed anche il naso ed archivierà o applicherà la legge riconoscendo il mio sacrosanto diritto di vedere sul banco degli imputati il carabiniere che, con le sue false dichiarazioni, ha consentito al tribunale di sottopormi ad una misura preventiva personale altamente limitativa della mia libertà ed in totale dispregio dei principi fondamentali della nostra Costituzione?

tribunale_aula-kuUG--1280x960@WebEbbene, in data 17/11/2016, il gip Ferrucci ha archiviato la mia denuncia!

Io avevo avuto il sentore che il tutto sarebbe finito a” tarallucci e vino” perché il carabiniere non si è nemmeno presentato all’udienza e non vi era neanche un suo difensore di fiducia tant’è che è stato nominato un difensore d’ufficio tra quelli che, in quel momento, stazionavano davanti la porta del gip!

Forse il carabiniere possiede una sfera di cristallo che, consultata, gli avrà predetto il futuro evitandogli il fastidio di presentarsi all’udienza per difendersi dalle accuse!

Adesso, come già detto, sono determinato ad arrivare fino alla ”Corte Europea di Strasburgo  per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle sue libertà fondamentali” che è un organo giurisdizionale internazionale cui aderiscono tutti i membri del consiglio d’Europa compresa l’Italia.” CREDETECI!

Rimane una mia perplessità da un punto di vista prettamente statistico perché è la terza volta che il mio destino si imbatte e dipende dalle decisioni della Ferrucci Giuseppa che, guarda caso, hanno visto penalizzate sempre e solo le mie ragioni:

  • Nell’anno 2014 sul falso presupposto di una bancarotta inesistente ha disposto il sequestro preventivo, totalmente inutile, del fabbricato Scorpion gettando sul lastrico circa sessanta famiglie che da quella attività traevano il loro unico sostentamento.

(Nei prossimi articoli racconterò esaustivamente anche di questo madornale errore)

  • Nell’ anno 2016 ha archiviato una mia denuncia contro un mascalzone, già condannato per reati specifici e denunciato da decine di persone truffate, perché aveva venduto una mia automobile del valore di venticinquemila euro, con firma apocrifa, senza riconoscermi un solo centesimo.
  • Il 17/11/2016 l’archiviazione di cui sopra!

No comment!

Alla prossima quando racconterò ancora della BNL gruppo BNP PARIBAS e degli intrallazzi, per non riconoscere quanto dovuto ad un suo dipendente, sfociati fino alla truffa processuale…

Sandro Daniele