Tribunale, ecco come Occhiuto e i suoi scagnozzi hanno truccato l’appalto per la vigilanza

Carlo Pecoraro e Mario Occhiuto

RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE 

C’è un altro appalto chiacchierato e discutibile tra tutti quelli che il Comune di Cosenza con la gestione Occhiuto ha fatto passare per favorire gli amici degli amici.

Si tratta addirittura dell’appalto per il servizio di vigilanza del Tribunale di Cosenza ovvero per la sicurezza di tutti coloro che gravitano intorno al Palazzo di Giustizia. Un altro pastrocchio del sindaco di Cosenza, che del resto è ampiamente documentato nelle carte che compongono il faldone di questa brutta storia. Messo a segno, come vedremo, con la solita complicità dell’ex procuratore capo, quel fascista senza palle di Dario Granieri e del suo codazzo di sostituti venduti al potere.

occhiuto granieriIl bando di gara è stato presentato nel 2013 e riguarda l’affidamento del servizio di vigilanza del Tribunale per 3 anni, per un importo complessivo di 1milione 294mila euro. Ma prima di arrivare alle procedure preliminari si è perso quasi un anno.

Poi, a marzo 2014, la macchina organizzativa si è finalmente messa in moto. A contendersi l’appalto sono le ditte Codis, Istituti Riuniti di Vigilanza, Securpol Group, Orasis, La Lince, Sicurcenter e La Torpedine.

Ma non c’è stato molto da attendere per capire quale poteva essere la ditta che si sarebbe aggiudicata l’appalto. Le fatidiche voci di corridoio sono uscite fuori quando sono state aperte le buste (cioè dopo 8 mesi che la gara era stata bandita), ma già da qualche settimana i dipendenti della Codis di Fabio Cauteruccio andavano girando per le strade della città ma anche negli ambienti del Tribunale affermando che “… il Tribunale è cosa nostra!”.

E così, da Palazzo dei Bruzi parte l’ordine: vince Codis, gli altri si arrangino. Sì, perché il deus ex machina di Codis, Fabio Cauteruccio, si affaccia per la prima volta a questo tipo di ribalta, visto che il precedente appalto era stato vinto dal Raggruppamento Temporaneo di imprese (Sicurcenter Spa/La Torpedine S.r.l.). E non vuole sentire parlare di “gruppi”: Cauteruccio non divide la torta con nessuno.

La Commissione di gara, pertanto, ratifica l’affidamento alla Codis. E’ composta da gente come Carlo Pecoraro (presidente), Lucio Sconza, Ugo Dattis e Giampiero Gargano (componenti), Oreste Morcavallo (componente esterno) e Mauro Ferrari (segretario).

occhiuto pecoraro copertina1Siamo, dunque, a tutti gli effetti, nel “cerchio magico” di Occhiuto. E se mancasse ancora qualche tassello, a molti non sfugge il particolare rapporto di amicizia tra il titolare della Codis e il cognato del sindaco, il solito Piercarlo Chiappetta, che ha insistito come la classica “goccia cinese” per far passare l’appalto.

IL LUNGO ELENCO DELLE IRREGOLARITA’ DELL’APPALTO

Lucio Sconza
Lucio Sconza

Nella fase riservata della gara d’appalto, la Commissione degli amici degli amici di Occhiuto “prima di attribuire i punteggi alle offerte tecniche” ma, in ogni caso, dopo l’apertura della busta “B”, contenente gli elaborati tecnici presentati dalle ditte, decideva di integrare i sub-criteri e i sub-pesi ponderali.

Siamo pertanto all’illegittima integrazione dei criteri di valutazione in una fase successiva all’apertura delle offerte tecniche ed è una pratica chiaramente illegale ed irregolare.

Poi, pur avendo accertato l’assenza di comunicazione a una delle ditte partecipanti ovvero la Sicurcenter (per l’errato invio a mezzo pec della convocazione) hanno continuato le operazioni di gara come se nulla fosse.

TUTTI I FAVORI FATTI ALLA CODIS

Dattis assiste il cazzaro
Dattis assiste il cazzaro

Quindi, forse l’irregolarità più grave ovvero l’attribuzione di ben 17 punti in più da parte della Commissione giudicatrice in favore della ditta vincente, la Codis srl, non spettanti in relazione a servizi aggiuntivi non suscettibili né meritevoli di valutazione.

In particolare, la proposta di 200 ore all’anno aggiuntive di servizio di piantonamento che non c’entrano proprio un bel nulla col bando ma soprattutto la proposta di un servizio di “scorta” che farebbe quantomeno sorridere se non ci trovassimo davanti ad una truffa bell’e buona.

LA “SCORTA” 

imgtrib“… Gli istituti di vigilanza non possono esercitare servizio di scorta alle persone, riservato dalla legge alle sole forze di polizia, nel mentre la scorta valori (unico servizio concesso dalla legge agli istituti di vigilanza) non può essere esercitato da Codis in quanto sprovvisto di autorizzazione prefettizia in tal senso. Dunque, tale offerta aggiuntiva non era suscettibile di produrre punteggio, ed invece la Commissione giudicatrice l’ha valorizzata, in spregio alle norme di legge…”.

E si continua con la proposta aggiuntiva del servizio di controllo e pronto intervento ascensori (rimesso per legge in via esclusiva ai manutentori autorizzati e peraltro per il Tribunale di Cosenza già concessa in appalto ad un’altra ditta del settore) e con la proposta di rifacimento del sistema antincendio. Una proposta manifestamente irrealizzabile, poiché comporterebbe costi che si aggirano sui 500mila euro circa, tali da rendere oltremodo anomala l’offerta, oltre che inattuabile per tempi di realizzazione, prima dell’affidamento del servizio.

La Commissione, dunque, omettendo ogni motivazione ed istruttoria sul punto, ha attribuito un punteggio ad una proposta insuscettibile di pratica attuazione.

LE HOSTESS DI OCCHIUTO, GRANIERI E… CAUTERUCCIO

Missione-hostessMa la “perla” insuperabile resterà per sempre la proposta di servizio aggiuntivo informazioni ed hostess per eventi. Sì, Occhiuto insieme ai suoi compagni di merende avrebbe voluto portare anche le hostess in Tribunale. Se non lo avessimo letto con i nostri occhi, non ci avremmo mai creduto!

Attenzione, stiamo parlando di un appalto per la vigilanza in un Tribunale, per quanto porto delle nebbie acclarato e sede di deprimenti “sfilate” di moda per eccellenza. Il solo pensare ad una proposta del genere è allucinante, pensate poi alla circostanza che la Commissione giudicatrice assegna addirittura un punteggio aggiuntivo alla ditta che l’ha presentata. Ben sapendo che non sarebbe mai stata realizzata.

Il Comune di Cosenza incorreva, poi, nella violazione del principio di tempestività dell’azione amministrativa e nella omessa verifica dell’anomalia dell’offerta perché se è vero, come abbiamo appena visto, che ben 17 punti sono stati aggiudicati in più ad una ditta che ha proposto storie assurde, è inevitabile che scatti l’anomalia dell’offerta. Ebbene, gli amici di Occhiuto se ne sono infischiati perché l’obiettivo era far vincere la Codis. E basta.

LE DUE SENTENZE DEL TAR

tar-calabria-02Siamo arrivati alla parte che riguarda i ricorsi al Tar Calabria. Il Tribunale amministrativo accoglie il ricorso proposto da La Torpedine ed, in particolare, il secondo motivo addotto (violazione di legge e falsa applicazione per inosservanza dell’art. 83 del Codice dei contratti pubblici, violazione dei principi di imparzialità e legalità nell’azione amministrativa, nonché di parità di trattamento tra gli operatori economici, eccesso di potere per manifesta illogicità, arbitrarietà e travisamento dei fatti), annullando l’aggiudicazione in favore di Codis Srl e di tutti gli atti di procedura.

Sempre il Tar Calabria accoglie anche il ricorso proposto da Sicurcenter spa rilevando che la Commissione di gara non poteva aprire le offerte economiche in mancanza di un rappresentante di una delle ditte partecipanti all’appalto “tenuto conto che la presenza dei rappresentanti delle imprese partecipanti non assurge a semplice prassi ma costituisce la garanzia della trasparenza delle operazioni concorsuali che, com’è noto, devono svolgersi in seduta pubblica”.

In definitiva, il Tar Calabria per un verso censurava l’eccessiva discrezionalità con la quale, in spregio alle norme di legge, la Commissione aveva attribuito i punteggi ed aggiudicato in favore di Codis, per altro verso censurava l’omesso rispetto delle regole procedurali nei confronti di Sicurcenter Spa, pur di arrivare a tutti i costi ad aggiudicare l’appalto in favore di Codis.

Ebbene, il Comune di Cosenza ha ignorato non una ma ben due sentenze in cui si annullavano gli atti di gara.

Ma il lungo elenco di nefandezze non è ancora finito. E ci serve un’altra puntata.

2 – (continua)