Tumori: quelle antenne a grave rischio

L’incidenza dei tumori è in continua crescita in tutto il mondo. Nel 2015 in Italia si stima siano circa 366.000 le nuove diagnosi di tumore, di cui oltre 196.000 (54%) fra gli uomini e oltre 169.000 (46%) fra le donne. Erano 2,6 milioni nel 2010 e sono 3 milioni nel 2015, un incremento pari al 20% nel corso di 5 anni. Dati sconcertanti (forniti dall’Associazione Italiana registri tumori), che inducono un profonda riflessione sulla malattia incalzante. In Calabria l’alta incidenza tumorale è allarme sociale e fonte di costante preoccupazione per i cittadini che, da tempo, s’interrogano sulle possibili cause di tali patologie. In alcune aree con condizioni ambientali d’illecita contaminazione i numeri di ricoveri e di assistenza per le neoplasie sono in continuo aumento.

COSA DICONO GLI STUDIOSI ONCOLOGI

Secondo studiosi oncologi, su indagini condotte a livello provinciale, per alcune forme tumorali non si escludono legami dovuti ad esposizione a discariche abusive di rifiuti tossici e rischi derivanti da trivellazioni petrolifere. La presenza di rifiuti tossici e radioattivi in Calabria è confermata da atti parlamentari. E’ assodato che l’estrazione di petrolio e gas incrementa o induce gravi patologie tumorali. Ma questi dati, seppur non hanno scrittura numerica ufficiale, sono ormai noti a tutti. Per restare nel piccolo, ma non meno grave, l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (in base ad alcuni documenti raccolti e pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), può avere effetti negativi sulla salute: l’aumento dei casi di tumore, l’aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi, neurologici.

COSENZA CIRCONDATA DA ANTENNE CON ALTA EMISSIONE 

IMG-20150702-WA0007A Cosenza, nello specifico, siamo circondati da diverse antenne con potenza di emissione molto elevata. Secondo gli studi per le persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico. La verifica del rispetto dei limiti è delegata alle agenzie regionali di protezione ambientale (Arpa). Come il nome stesso indica, queste agenzie sono responsabili del controllo dei livelli ambientali piuttosto che di misure puntuali nelle singole abitazioni. Nella nostra Regione poi si riscontra l’assenza di un sistema formale di coordinamento fra i vari enti istituzionali preposti (Arpacal, Asp, Dipartimento Ambiente) che possa raccogliere organicamente dati di interesse epidemiologico.

IMG_20150618_195650Diventa difficile, dunque, documentarsi con precisione sui rischi effettivi di tali onde elettromagnetiche. Come difficile è rispondere alle tante domande dei residenti, riunitisi in un comitato, in prossimità dell’emittente radiotelevisiva Rai, ammalati di tumore e il cui numero è in continua crescita. Il comitato lamenta l’elevato numero di ammalati tumorali e di morti per tale patologia, che risiedono da anni vicino l’antenna Rai. Non è possibile stabilire un collegamento reale, ma la realtà resta sempre quella di battersi per avere diritto alla tutela della salute e dell’ambiente in cui si vive. Il primo cittadino resta comunque fiducioso e prospetta si possa perseguire nel 2050 l’ambiziosa condizione emissioni nette zero per Cosenza (Linee programmatiche del sindaco, consiliatura 2011-2016).

Chi sopravvivrà vedrà!

Valentina Mollica