Turismo, Jole e la libera Repubblica di Cosenza

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Passato Ferragosto, generalmente, per la gente che lavora, si può dire che le ferie sono quasi finite. Quelli che rimangono sono gli ultimi giorni di una estate che sarà ricordata ancor di più degli anni passati, come una estate di merda.

Nel senso che è stata una continua segnalazione di lunghe strisce di merda che “galleggiavano” ‘sti spiaggi spiaggi. E quando arriva la fine dell’estate, specie per l’indotto produttivo che vive di turismo, è tempo di bilanci.

I dati più analizzati in questo momento, da tutte le società che si occupano di statistiche, sono in riferimento alle presenza di “stranieri” in  vacanza nei nostri territori.  Come sempre accade in questi casi, assistiamo a due perenni contrapposti.

La politica che governa (in quel momento, destra  o sinistra è la stessa cosa) dice sempre che c’è stato un incremento dei visitatori, e le associazioni di categoria, in questo caso dell’accoglienza, ristorazione, ed altro,  dicono sempre che i conti non  tornano.

Certo è che a guardare la realtà, ad esempio quella del Tirreno cosentino, la situazione è tragica. Scarse presenze di turisti, e qualità dei servizi sempre più scadenti. Se cacci Tropea e dintorni, tutto il resto non esiste.

Ad aprire il balletto dei numeri, quest’anno è toccato alla Jole nostrana. Quella casareccia. Quella che solo a guardarla non puoi che pensare a paesaggi bucolici, prati in fiore e fienili. Una che ne capisce di habitat e ambiente.

Ed eccola in prima fila, da fine statista qual è, ad analizzare le politiche “turistiche” di quel beone di Palla Palla. E non dice certo una bugia, Jole, quando dice che sono del tutto inesistenti. Tutto lasciato all’improvvisazione.

I sindaci lasciati soli a fronteggiare emergenze ataviche nelle località più sensibili al turismo, dove la gente ha smesso di venire. Altro che incremento dei flussi turistici! In due anni l’unica cosa che è riuscito fare è mettere una locomotiva a vapore su un binario e far pagare alla gente del posto 20 euro per fare qualche chilometro, perché anche in Sila di turisti se ne sono visti pochi.

Insomma, a detta di Jole, ed io concordo, una estate disastrosa. Per Jole, però, l’unica città che si è salvata da questa rovina economica è stata Cosenza. Che con le politiche messe in campo dalla sua amministrazione, è riuscita a portare in città migliaia di turisti da ogni dove. Salvo poi accorgerci che il servizio navetta Lamezia-Cosenza strombazzato dall’Amaco è… in ferie dal 15 al 20 agosto.

Ed in questi giorni, nonostante questo, tutti abbiamo visto frotte di turisti spendere e spandere per la città. E pensare che a Cosenza non c’è nemmeno il mare, pensa se c’era!

Ma Jole rassicura: portare il mare a Cosenza e anche un po’ di Sila sarà il nostro prossimo grande progetto. Dopo di che non resterà che proclamare la libera Repubblica di Cosenza e vivremo tutti felici e contenti.

GdD