Ultrà Cosenza, corsi e ricorsi storici: un filo rosso di tensione lungo 24 anni

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Smaltite rabbia e veleni del dopo Matera, non resta che raccogliere i cocci. Il giudice sportivo non ha squalificato lo stadio “Marulla” né ha imposto che il Cosenza giochi a porte chiuse, ma stasera per la partita contro la Fidelis Andria la Curva Sud sarà certamente deserta per la protesta contro le diffide mentre con ogni probabilità non ci sarà il pienone in Tribuna A. E’ inevitabile che sia così perché gli scontri di sabato scorso vanno a chiudere un altro, lungo ciclo del tifo organizzato cosentino che era arrivato visibilmente ad un punto di non ritorno.

Mai come in questi casi, richiamarsi ai corsi e ricorsi storici di vichiana memoria aiuta nella comprensione di certe dinamiche. E mai come adesso questi corsi e ricorsi racchiudono, in un quarto di secolo, tutto l’ultimo percorso della storia del tifo organizzato cosentino. Con tre incredibili vicende che hanno un unico denominatore comune: sono accadute ad intervalli esatti di 12 anni e sempre nel mese di settembre. Incredibile ma vero!

Dopo l’entusiasmo della nascita, da “Prima Linea 1978” ai “Nuclei Sconvolti” del 1983, ai raduni nazionali Ultrà del 1984 e del 1985, alla gloria della Serie B e ai fasti di “Che bella comitiva in giro per l’Italia”, il tifo cosentino ha conosciuto la sua prima, grave crisi all’alba degli anni Novanta. Ufficialmente perché si dissentiva dal modo di tifare – chi diceva all’inglese, chi diceva in maniera più popolare – ma praticamente perché non era facile stare tutti insieme in una Curva nella quale le differenze ma anche la vita di tutti i giorni con le sue mille contraddizioni impedivano una convivenza gioiosa e pacifica. E anche allora, tutte le tensioni e tutte le incomprensioni erano esplose – apparentemente – in maniera improvvisa mentre invece covavano da anni.

Anche allora accadde tutto a settembre, guarda caso. Era il 12 settembre 1993 e al “San Vito” si giocava Cosenza-Fiorentina. In Curva Sud gli ultrà che la pensavano diversamente menarono le mani per ore, fu una rissa continua che fece da preludio alla divisione tra Curva Sud e Curva Nord e ad una pioggia di diffide. Il giocattolo cominciava inevitabilmente a rompersi, anche se con questo rinnovato equilibrio si andò avanti ancora per anni anche in maniera dignitosa ma sempre tra mille tensioni, specie in trasferta, con tanti episodi borderline, al limite del grottesco. E poi il fallimento, il mesto ritorno alla dimensione dei dilettanti, che ancora una volta scatena la fatidica “scintilla”.

Se Cosenza-Fiorentina del 12 settembre 1993 è stato il primo fortissimo campanello d’allarme, il secondo punto di non ritorno avviene ad Eboli, esattamente 12 anni dopo: il 20 settembre 2005. Era la prima giornata del campionato di Serie D 2005-06, qualcuno degli ultrà appena arrivato nel paesino salernitano non si comporta con mentalità e nel giro di qualche ora circa 500 ultrà cosentini si ritrovano un intero paese contro. A farne le spese è soprattutto il gruppo portante della Curva e allora è inevitabile lo scioglimento dei Supporters, che giustamente non se la sentivano più di portarsi sulle spalle il peso di una situazione insostenibile.

Sembra tutto finito e invece, piano piano, grazie anche all’avvento del Cosenza di Massimo Mirabelli e Mimmo Toscano (2007-2010) che vince due campionati di fila, il tifo organizzato riprende fiato, ritorna ad occupare la sua Curva e ad entusiasmarsi, anche se sempre tra le solite contraddizioni e le solite ambiguità. Un percorso che però ha logorato tutti e che nel 2015, dopo l’ennesimo fallimento del 2011 e l’ennesima rinascita targata Guarascio, ha portato ad una nuova divisione, con la nascita degli Anni 80 che hanno lasciato la Curva per posizionarsi in Tribuna A. Una divisione che molti non hanno digerito.

E così ancora dodici anni dopo e ancora a settembre (9 settembre 2017, incredibili i casi della vita), eccoci al terzo punto di non ritorno a Matera. Non abbiamo la sfera di cristallo e non prevediamo il futuro ma ci auguriamo che, se ci sarà una rinascita, vengano finalmente chiarite TUTTE le questioni che fondamentalmente non sono mai state risolte.